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Funzionalità ed ergonomia in cucina: cosa sono e a cosa servono.

La cucina, l’ho detto 100.000 volte, è il cuore e l’anima della casa è il luogo dove passi la maggior parte del tempo e dove ti riunisci con la famiglia e con gli amici. Ma è anche il luogo dove “lavori” di più sia che tu prepari pranzi o cene da chef o pasti veloci. Per questo deve essere confortevole e comoda, indipendentemente dalla grandezza.

Progettare una cucina significa trovare la soluzione più adatta dal punto di vista estetico e funzionale. La realizzazione della “cucina ideale” nasce dall’incontro del vostro gusto e della nostra esperienza nel realizzare uno spazio funzionale ed armonico che si adatti perfettamente alle vostre esigenze, alla vostra personalità ed al vostro gusto estetico. La cucina è un lavoro di squadra… La nostra! 😉

Detto questo, pronti per saperne di più?

Funzionalità ed ergonomia

Cercherò di spiegarti molto brevemente cosa sono e cosa si intende per funzionalità ed ergonomia e perché sono importanti nella tua cucina.

La funzionalità ti indica quanto è comoda la tua cucina mentre la usi. Pensa a questo: hai tutto a portata di mano mentre cucini o ti devi spostare molte volte per prendere un oggetto? Il frigorifero ed il forno sono posizionati in modo da essere usati in modo agevole? hai sfruttato tutti gli spazi a disposizione? Queste sono solo alcune delle domande che ti devi porre: se la risposta è sì, la tua è una cucina funzionale se invece è NI… vediamo insieme cosa può essere andato storto.

Adesso sai che cos’è la funzionalità, ma devi anche sapere che se ne va a braccetto con l’ergonomia.

“Ergonomia: scienza che si occupa di analizzare il corpo umano in relazione agli oggetti che utilizza e gli ambienti dove vive e lavora al fine di ottimizzare i movimenti ed evitare posture innaturali per la persona.”

In parole molto più semplici: una cucina deve essere progettata in modo da potersi muovere e lavorare liberamente. Rifletti un attimo su quante volte ti sposti dal punto dove stai preparando il pasto per andare al frigo, alla dispensa, al forno o al piano cottura… saranno anche pochi passi ma ripetuti infinite volte.

Per lavorare bene in cucina occorre studiare la disposizione degli spazi e di conseguenza la divisione delle zone di lavoro. Tutto questo per evitare di fare i “chilometri” perché, se c’è una certezza, è che in cucina si fanno!

Le zone di lavoro: la divisone e la regola del triangolo

La divisione delle zone di lavoro significa organizzare le zone operative in base al loro uso per renderle agevoli quando si lavora in cucina ed evitare ogni tipo di ostacolo. Le zone di lavoro si suddividono in:

  • Zona Conservazione: Dispensa e Frigo
  • Zona Lavaggio: Lavello e lavastoviglie
  • Zona cottura: Piano cottura e Forno

La regola del triangolo

La regola del triangolo si basa sulla divisione delle zone di lavoro, ad ogni vertice del triangolo deve corrispondere una “zona” intervallata da piani di lavoro .Come ben sai, la suddivisione di queste zone è vincolata dallo spazio a disposizione e da come sarà studiata e progettata la tua cucina.

Disposizione della cucina

Cucina Lineare

cucina-composizione-lineare-su-unica-parete

La cucina lineare è fra la più comuni ma non fra le più semplici! Gli impianti sono disposti su una sola parete e per questo è fondamentale trovare la giusta disposizione. Vale a dire, evitare che gli elettrodomestici siano troppo vicini tra loro e non che ci siano spazi giusti per il piano di appoggio; fondamentale sarà quello fra lavello e piano cottura anche perché è sempre quello più usato durante la preparazione del cibo! Considera che per una cucina lineare “funzionale” la parete dovrà essere di almeno 360,00 cm che poi saranno ridotti a 300,00 per la presenza del frigo in parete. In questo tipo di composizione non è possibile applicare la regola del triangolo, ma attraverso una corretta progettazione anche la tua cucina lineare sarà comoda e funzionale.

Se il tuo ambiente è rettangolare o quadrato sarà sicuramente più semplice applicare la famosa regola anche perché lo spazio a disposizione sarà maggiore e più concentrato.

Cucina corridoio, cucina ad angolo, cucina con isola e cucina ad U

composizioni-cucine-tipologie-regola-triangolo

  • Composizione a corridoio è disposta su due pareti parallele, può avere piani di appoggio da entrambi i lati oppure avere una lato attrezzato con delle colonne. Perché l’uso sia comodo e funzionale fra le due pareti (già attrezzate) è bene che rimanga uno spazio di 120,00 cm per consentire un’apertura delle ante senza problemi.
  • Composizione ad angolo può essere disposta su 2 pareti perpendicolari oppure disposta su una parete ma con un blocco libero su 3 lati e cioè una penisola. Questa disposizione potrà essere ancora più comoda se si riesce ad inserire un tavolo o un punto di appoggio nel centro.
  • Composizione a U è disposta su 3 pareti oppure, come ti dicevo per quella ad angolo, con un blocco libero su 3 lati e anche in questo caso si parla di composizione con penisola. In questo tipo di composizione le zone di lavoro non devono essere troppo distanti fra di loro altrimenti il “triangolo” si allarga troppo e cucinare diventa una maratona. Nel caso sia una composizione ad U con penisola, questa può essere anche solo un di piano di appoggio, una zona pranzo/colazione oppure ci può trovare posto il piano cottura (in questo caso la profondità della penisola è bene che sia superiore a 60,00 cm – minimo 80,00/90,00 cm)
  • Composizione con isola solitamente in questo caso la composizione ha una zona attrezzata in parete e un isola centrale libera su 4 lati. Le possibilità per la disposizione di questo tipo di cucina sono tante ad es. attrezzare una parete con colonne dispensa, frigo e forno e se l’idea è quella di avere l’isola “operativa” con piano cottura e/o lavello: in questo caso l’isola dovrà essere piuttosto grande sia in larghezza che in profondità in modo da essere funzionale, oppure l’isola può essere solo un piano di lavoro o zona pranzo/colazione ed essere completamente sgombra da elettrodomestici con può essere attrezzata solo con piano cottura.

Come vedi, durante la progettazione e lo studio della cucina si possono trovare tante soluzioni ma l’obiettivo primario è quello di disporla nel modo migliore possibile rispettando gli spazi, la divisione delle zone o regola del triangolo ma soprattutto le tue esigenze, dal momento che sarai tu che la dovrai utilizzare 😉. Può capitare che questa suddivisione non sia rispettata proprio alla regola… Ti faccio un esempio: se ho spazio tendo sempre a creare un gruppo colonne con dispensa frigo e forno, in questo caso non ho rispettato la suddivisione ma ti ho agevolato il lavoro concentrandoti gli elettrodomestici in un unico punto, ho ricavato più posto nelle basi e magari sono anche riuscita a darti maggior piano di lavoro. Un’altra cosa da tenere sempre bene a mente è che il piano di lavoro o piano d’appoggio è fondamentale e averlo significa riuscire a lavorare comodi, soprattutto fra lavello e piano cottura. Mi trovo spesso a “sacrificare” una colonna forno per piano di lavoro in più e, dispiace, ma ne vale la pena.

Non è finita qui, ci sono altre regole e accorgimenti da considerare quindi continua a leggere… 👇🏽

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La cucina, l’ho detto 100.000 volte, è il cuore e l’anima della casa è il luogo dove passi la maggior parte del tempo e dove ti riunisci con la famiglia e con gli amici. Ma è anche il luogo dove “lavori” di più sia che tu prepari pranzi o cene da chef o pasti veloci. Per questo deve essere confortevole e comoda, indipendentemente dalla grandezza.

Progettare una cucina significa trovare la soluzione più adatta dal punto di vista estetico e funzionale. La realizzazione della “cucina ideale” nasce dall’incontro del vostro gusto e della nostra esperienza nel realizzare uno spazio funzionale ed armonico che si adatti perfettamente alle vostre esigenze, alla vostra personalità ed al vostro gusto estetico. La cucina è un lavoro di squadra… La nostra! 😉

Detto questo, pronti per saperne di più?

Funzionalità ed ergonomia

Cercherò di spiegarti molto brevemente cosa sono e cosa si intende per funzionalità ed ergonomia e perché sono importanti nella tua cucina.

La funzionalità ti indica quanto è comoda la tua cucina mentre la usi. Pensa a questo: hai tutto a portata di mano mentre cucini o ti devi spostare molte volte per prendere un oggetto? Il frigorifero ed il forno sono posizionati in modo da essere usati in modo agevole? hai sfruttato tutti gli spazi a disposizione? Queste sono solo alcune delle domande che ti devi porre: se la risposta è sì, la tua è una cucina funzionale se invece è NI… vediamo insieme cosa può essere andato storto.

Adesso sai che cos’è la funzionalità, ma devi anche sapere che se ne va a braccetto con l’ergonomia.

“Ergonomia: scienza che si occupa di analizzare il corpo umano in relazione agli oggetti che utilizza e gli ambienti dove vive e lavora al fine di ottimizzare i movimenti ed evitare posture innaturali per la persona.”

In parole molto più semplici: una cucina deve essere progettata in modo da potersi muovere e lavorare liberamente. Rifletti un attimo su quante volte ti sposti dal punto dove stai preparando il pasto per andare al frigo, alla dispensa, al forno o al piano cottura… saranno anche pochi passi ma ripetuti infinite volte.

Per lavorare bene in cucina occorre studiare la disposizione degli spazi e di conseguenza la divisione delle zone di lavoro. Tutto questo per evitare di fare i “chilometri” perché, se c’è una certezza, è che in cucina si fanno!

Le zone di lavoro: la divisone e la regola del triangolo

La divisione delle zone di lavoro significa organizzare le zone operative in base al loro uso per renderle agevoli quando si lavora in cucina ed evitare ogni tipo di ostacolo. Le zone di lavoro si suddividono in:

  • Zona Conservazione: Dispensa e Frigo
  • Zona Lavaggio: Lavello e lavastoviglie
  • Zona cottura: Piano cottura e Forno

La regola del triangolo

La regola del triangolo si basa sulla divisione delle zone di lavoro, ad ogni vertice del triangolo deve corrispondere una “zona” intervallata da piani di lavoro .Come ben sai, la suddivisione di queste zone è vincolata dallo spazio a disposizione e da come sarà studiata e progettata la tua cucina.

Disposizione della cucina

Cucina Lineare

cucina-composizione-lineare-su-unica-parete

La cucina lineare è fra la più comuni ma non fra le più semplici! Gli impianti sono disposti su una sola parete e per questo è fondamentale trovare la giusta disposizione. Vale a dire, evitare che gli elettrodomestici siano troppo vicini tra loro e non che ci siano spazi giusti per il piano di appoggio; fondamentale sarà quello fra lavello e piano cottura anche perché è sempre quello più usato durante la preparazione del cibo! Considera che per una cucina lineare “funzionale” la parete dovrà essere di almeno 360,00 cm che poi saranno ridotti a 300,00 per la presenza del frigo in parete. In questo tipo di composizione non è possibile applicare la regola del triangolo, ma attraverso una corretta progettazione anche la tua cucina lineare sarà comoda e funzionale.

Se il tuo ambiente è rettangolare o quadrato sarà sicuramente più semplice applicare la famosa regola anche perché lo spazio a disposizione sarà maggiore e più concentrato.

Cucina corridoio, cucina ad angolo, cucina con isola e cucina ad U

composizioni-cucine-tipologie-regola-triangolo

  • Composizione a corridoio è disposta su due pareti parallele, può avere piani di appoggio da entrambi i lati oppure avere una lato attrezzato con delle colonne. Perché l’uso sia comodo e funzionale fra le due pareti (già attrezzate) è bene che rimanga uno spazio di 120,00 cm per consentire un’apertura delle ante senza problemi.
  • Composizione ad angolo può essere disposta su 2 pareti perpendicolari oppure disposta su una parete ma con un blocco libero su 3 lati e cioè una penisola. Questa disposizione potrà essere ancora più comoda se si riesce ad inserire un tavolo o un punto di appoggio nel centro.
  • Composizione a U è disposta su 3 pareti oppure, come ti dicevo per quella ad angolo, con un blocco libero su 3 lati e anche in questo caso si parla di composizione con penisola. In questo tipo di composizione le zone di lavoro non devono essere troppo distanti fra di loro altrimenti il “triangolo” si allarga troppo e cucinare diventa una maratona. Nel caso sia una composizione ad U con penisola, questa può essere anche solo un di piano di appoggio, una zona pranzo/colazione oppure ci può trovare posto il piano cottura (in questo caso la profondità della penisola è bene che sia superiore a 60,00 cm – minimo 80,00/90,00 cm)
  • Composizione con isola solitamente in questo caso la composizione ha una zona attrezzata in parete e un isola centrale libera su 4 lati. Le possibilità per la disposizione di questo tipo di cucina sono tante ad es. attrezzare una parete con colonne dispensa, frigo e forno e se l’idea è quella di avere l’isola “operativa” con piano cottura e/o lavello: in questo caso l’isola dovrà essere piuttosto grande sia in larghezza che in profondità in modo da essere funzionale, oppure l’isola può essere solo un piano di lavoro o zona pranzo/colazione ed essere completamente sgombra da elettrodomestici con può essere attrezzata solo con piano cottura.

Come vedi, durante la progettazione e lo studio della cucina si possono trovare tante soluzioni ma l’obiettivo primario è quello di disporla nel modo migliore possibile rispettando gli spazi, la divisione delle zone o regola del triangolo ma soprattutto le tue esigenze, dal momento che sarai tu che la dovrai utilizzare 😉. Può capitare che questa suddivisione non sia rispettata proprio alla regola… Ti faccio un esempio: se ho spazio tendo sempre a creare un gruppo colonne con dispensa frigo e forno, in questo caso non ho rispettato la suddivisione ma ti ho agevolato il lavoro concentrandoti gli elettrodomestici in un unico punto, ho ricavato più posto nelle basi e magari sono anche riuscita a darti maggior piano di lavoro. Un’altra cosa da tenere sempre bene a mente è che il piano di lavoro o piano d’appoggio è fondamentale e averlo significa riuscire a lavorare comodi, soprattutto fra lavello e piano cottura. Mi trovo spesso a “sacrificare” una colonna forno per piano di lavoro in più e, dispiace, ma ne vale la pena.

Non è finita qui, ci sono altre regole e accorgimenti da considerare quindi continua a leggere… 👇🏽

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Preventivo cucina: quello che ti serve e che devi sapere

Per avere un preventivo chiaro e veritiero per la vostra cucina è bene essere preparati e portare al negozio delle misure che siano il più precise possibile.

Riuscire a prendere delle misure precise può fare la differenza

E’ assodato che le misure definitive devono essere prese da noi progettisti e che dovete diffidare di chi non viene a fare il rilievo di persona, però riuscire a prendere le misure da soli ed in maniera diciamo “abbastanza” precisa è importante sia per capire lo spazio che avete a disposizione sia per richiedere un preventivo per la vostra cucina.

Le cucine le disegniamo e le progettiamo in base allo spazio a disposizione e si giocano al cm, quindi avere una misurazione abbastanza precisa sarà quello che farà la differenza per avere un progetto iniziale veritiero e soprattutto un primo preventivo.

Siete pronti a diventare degli esperti? … Partiamo! 📐✏️

Quello che vi serve e cosa dovete misurare

Se avete la pianta o la planimetria della casa o della cucina meglio, altrimenti armatevi di carta e penna e cercate di riprodurre la stanza o lo spazio dove andrà progettata la vostra cucina. Importanti sono le misure non che le righe siano dritte, vanno bene anche un po’ stortine.

Mi raccomando, non fate fotocopie delle planimetrie ingrandite perché poi per rilevare le misure in scala diventa complicato quasi quanto il teorema di Pitagora.

Detto questo, ecco cosa dovete misurare:

Pianta-casa-fatta-a-mano-come-segnare-le-misure
Esempio di pianta fatta a mano con misure.
  1. Le pareti… e questa era facile!
  2. Porte e Finestre. Segnatele sulla vostra pianta misurate la loro larghezza e la distanza dall’angolo della parete.
  3. Pilastri o colonne, se ci sono prendete la misura anche di quelli e segnate dove si trovano.
  4. Nicchie o rientranze nelle pareti, misurate anche quelle e segnatele.
  5. Caldaie e Radiatori? Idem!
  6. Scarico dell’acqua? … Importantissimo, segnatelo.
  7. Fuoriuscita del gas? Anche.
segnare-misure-su-pianta-casa-esistente
Planimetria con misure segnate a mano

❗️❗️Attenzione! Possono esserci dei fuori squadra. Lasciateli perdere, ci penserà il progettista a prenderseli quando sarà il momento opportuno!

✏️ Prestate attenzione e segnate dove si trova lo scarico del lavello, è importantissimo e poi vediamo il perché, ma soprattutto nelle planimetrie non è indicato. Quindi fatelo voi!

L’importanza dell’impianto elettrico ed idraulico

Come dicevamo prima un’altra cosa da tenere ben presente sono gli impianti sia elettrico che idraulico.

Una domanda che vi verrà fatta sarà: se sono già posizionati, se è possibile spostarli oppure se sono ancora da fare. Nel caso non sia possibile intervenire è necessario attenersi a questi per sviluppare il progetto, quindi segnateli e riportateli sul vostro “foglio delle misure”.

Se poi avete la possibilità di giocare “la carta bianca” e gli impianti sono da realizzare o avete la possibilità di spostarli in fase di ristrutturazione, comunicatecelo perché avremo la possibilità di realizzare il progetto della vostra cucina senza vincoli e con più libertà.

Con queste poche e semplici regole sarete perfettamente in grado di richiedere un preventivo ed un progetto per la vostra cucina.

Queste sono solo le fasi iniziali di un progetto che verrà poi disegnato e pensato rispettando le vostre necessità, le vostre priorità e il vostro modo di interpretare la cucina.

In conclusione:

  1. Segnate le pareti e le loro misure.
  2. Disegnate e misurate sulla pianta eventuali vincoli come porte, finestre, pilastri, radiatori ecc.
  3. Appuntatevi dove si trovano lo scarico dell’acqua e la fuoriuscita del gas

Fino a questo punto avete fatto un ottimo lavoro, adesso è il nostro turno.

Alla prossima, Nora e Silvana

Se vuoi sapere cosa sono la funzionalità e l’ergonomia in cucina e perché se ne parla tanto, come deve essere progettata la zona del lavello perché sia funzionale oppure vuoi qualche dritta prima di acquistare la tua cucina ti consiglio di leggere i nostri articoli.

CUCINA, QUALCHE DRITTA PRIMA DI ACQUISTARLA

Acquistare una cucina non è mai semplice soprattutto se i venditori si mettono a parlare in “mobilese” con termini tecnici che sembrano nati apposta per confondere le idee. 🤔 E allora cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con qualche indicazione semplice semplice...

In questo articolo cerchiamo di concentrarsi sulle TRE cose fondamentali in una cucina: 👇🏽

  • La STRUTTURA e cioè lo scheletro della cucina, quella che sorregge tutto e quindi si parla di fianchi e schienali … quello che noi chiamiamo “cassone”
  • Le ANTE e quindi i frontali che caratterizzano lo “stile” della cucina e che possono essere laccate, nobilitate, monoblocco, ecc.
  • Il TOP ossia il piano di lavoro. Di top ce ne sono molti e la scelta si basa oltre che sull’estetica anche sul tipo di utilizzo.

Partiamo… “bando alle ciance”

LA STRUTTURA

✔️ La prima cosa da sapere è che le cucine, soprattutto le moderne, non sono realizzate interamente in legno vero come può capitare nelle cucine tradizionali o classiche ma onestamente oggi è molto difficile anche per queste perchè verrebbero a costare molto! Le strutture più diffuse sono quelle a “base di legno e/o nobilitate” .

🔹 Requisito fondamentale per la struttura? Devono essere materiali solidi e resistenti 🔨 Vediamo quali sono:

  • TRUCIOLARE chiamato anche “pannello in particelle di legno” o “pannello in legno agglomerato”.Il truciolare è un pannello realizzato con i trucioli cioè gli scarti del della lavorazione del legno incollate con delle colle ureiche e poi rivestito (“nobilitato”) con carta melaminica che può essere di colore bianco o grigio, effetto tessuto oppure riprodurre il legno.
  • MULTISTRATO detto anche “stratificato” è composto dalla sovrapposizione di sottili fogli di legno incollati fra loro. Le fibre vengono poste in senso alternato – per compensare eventuali deformazioni dei fogli di legno – e sempre in numero dispari (3,5,7). Se gli strati sono 3 viene chiamato anche compensato. Anche il multistrato viene rivestito o nobilitato con carta melaminica o fogli di laminato Hpl.
  • MDFmedium density fibreboard” che significa pannello di fibra a media densità. Questo pannello di legno composto da fibre di legno unite con un’apposita resina e pressato con diversa intensità. Ha la caratteristica di essere molto resistente e compatto e può essere lavorato come fosse legno massello. Utilizzato per le laccature e per i rivestimenti con carte melaniche, essenze o laminati.
  • LEGNO MASSELLO o massiccio è legno al 100% ricavato dal centro dell’albero. Di pregio e molto costoso.

LE ANTE

✔️ Le ante sono quelle che definiscono lo stile della vostra cucina. Le ante possono essere laccate, nobilitate, monoblocco (HPL) o vetro.

🔹 Requisito fondamentale per le ante? Resistenza all’acqua, soprattutto nella zona lavaggio, altrimenti si gonfia e resistenza al calore perché potrebbe scollarsi. 💦🔥 Vediamo le differenze delle varie finiture.

ANTE LACCATE che possono essere lucide o opache. Il pannello utilizzato è MDF perché è più duro e con una superficie più liscia. Non tutte le laccature sono uguali e la differenza sono gli strati di vernice applicata che possono arrivare fino a 7 nelle cucine di migliore qualità mentre in quelle più economiche i passaggi di vernice sono 1 o 2. Vediamo nel dettaglio:

ANTE LACCATE LUCIDE

  • LACCATURA DIRETTA è la più economica. Ante sono verniciate a spruzzo con vernice o smalti e poi lasciate essiccare fino all’indurimento della lacca.
  • LACCATURA SPAZZOLATA è la più usata. La vernice viene applicata in due strati, uno subito dopo l’altro per formare uno strato uniforme e ad alto spessore poi la vernice viene lasciata essiccare fino all’indurimento completo, dopo la superficie viene levigata con carte abrasive a grana fine per eliminare le imperfezioni e lucidata con spazzole di cotone e cere lucidanti.
  • LACCATURA A POLIESTERE è la più costosa. La vernice a poliestere rende le ante durissime, resistenti agli urti, omogenee e molto lisce. Per la laccatura a poliestere occorrono almeno 4 mani di vernice e relativi passaggi di lucidatura. La brillantezza si misura in gloss ed è ottima se è di 81 gloss. L’alternativa meno costosa e meno pregiata è la verniciatura poliuteranica, con questa si ottiene una laccatura a minore spessore.

ANTE LACCATE OPACHE E LACCATE A PORO APERTO:

  • LACCATURA OPACA. La vernice si applica a spruzzo in un solo passaggio e la superficie delle ante diventa uniforme e settosa al tatto. L’anta può essere completate liscia oppure leggermente bucciardata. Le vernici usate sono a base acquosa.
  • LACCATURA A PORO APERTO è sempre opaca di qualsiasi colore sia e sulla superficie dell’anta si vedono e si sentono al tatto le venature, i nodi e i pori del legno. Solitamente viene fatta su ante di rovere, frassino e castagno perché hanno delle venature molto evidenti che risaltano dopo la laccatura. Per questa laccatura viene steso un fondo trasparente sulla superficie dell’anta che viene poi carteggiata e dopo viene applicata la vernice opaca e lasciata essiccare.

ANTE RIVESTITE

✔️ Ante rivestite in melaminico, laminato melaminico, laminato polimerico o impiallacciato sono ante in truciolare rivestite da strato decorativo o nobilitato. Il rivestimento o “placcatura” possono essere di varie tipologie:

ANTE RIVESTITE IN VETRO sono di due tipologie:

  • Di migliore qualità sono quelle con il telaio di alluminio su cui viene montato un pannello in vetro temperato che può essere retro-laccato o sabbiato. Il telaio in alluminio può essere anche laccato dello stesso colore dell’anta oppure lasciato color alluminio.
  • Di minore qualità sono quelle in cui il vetro viene incollato su un pannello in truciolare che se non è idrofugo può gonfiarsi.

ANTE IN HPL o MONOBLOCCO

Le ante in HPL sono in laminato plastico ad alta pressione e di spessore elevato composte da molti fogli di carta. Non ha bisogno di nessun pannello in truciolare di supporto perché nascono come un pannello vero e proprio.

Più costoso del normale laminato (laminato melaminico) ma di grande qualità e resistenza al calore e all’umidità.

I PIANI DI LAVORO o TOP

✔️ Una fra le scelte più difficili al momento dell’acquisto della cucina, ce ne sono una gamma vastissima ed ognuno con caratteristiche specifiche.

🔹Requisito fondamentale per la scelta? che siano scelti in base all’uso e alla funzionalità oltre che all’estetica. Anche perché sono tutti molto belli!

Ce ne sono davvero tanti dai tradizionali a quelli di ultima generazione. Ritorneremo sull’argomento con un’altro articolo ma adesso vediamo i più diffusi:

  • ACCIAIO INOX ha una superficie liscia e non porosa per cui massima igiene. Le vasche del lavello possono essere “saldate” quindi non si vedono interruzioni. Resistente alle temperature fino a 500 °C e si pulisce con grande facilità. la qualità dell’acciaio dipende dallo spessore della “foglia” di acciaio (almeno 1 mm) e dalla percentuale di ferro che deve essere bassa.
  • MARMO e GRANITO sono pietre naturali. Buona resistenza agli urti e abrasioni ma non alle macchie – pericolose sono quelle acide: aceto/limone ecc. – per questo è bene assicurarsi che siano trattati con impregnanti che otturano i pori. Per la pulizia utilizzare prodotti specifici, non aggressivi attenzione agli acidi. Si può macchiare
  • GRES PORCELLANATO è una ceramica per questo è molto resistente all’usura, alle macchie, agli acidi (aceto/limone..) e alle alte temperature. Si trova anche in lastre di grandi dimensioni (100×300 cm) e questo permette di fare piani senza giunzioni. Igienico e di facile pulizia.
  • LAMINATO HPL viene utilizzato sia per le ante che per i piani. HPL è un laminato a forte spessore, non poroso resistente alle macchie e agli acidi (aceto/limone…) Resistente al calore fino a 180°. Facile pulizia. ❗️Con il laminato HPL a forte spessore si possono utilizzate anche le vasche sotto-top, questo non è possibile con il “vecchio” laminato o con quello più economico.
  • FENIX è un laminato di nuova generazione. Composto da carta decorativa (oltre 60%) e resine termoindurenti. Superficie è opaca, omogenea, non porosa, anti-impronte e soffice al tatto. Si graffia ma può essere riparato se sottoposto al calore ad esempio del ferro da stiro.
  • QUARZO è agglomerato di polveri o graniglie di quarzo naturale (90%) e resine. Ottima resistenza al graffio e agli acidi (aceto/limone…), buona resistenza agli urti. Igienico. ❗️Se lucido ha un’ottima resistenza alle macchie mentre quelli opachi devono essere trattati con impregnati. Per quanto riguarda i quarzi ci sono varie aziende produttrici, le caratteristiche sono comuni.
  • PIETRE SINTETIZZATE. (ad es. Neolith o Lapitec). La pietra naturale viene polverizzata e sottoposta ad un trattamento termico di 1.200 °C saldandosi e diventano un unico materiale compatto. Naturali al 100%. ❗️ Ottime caratteristiche di durezza, di resistenza alle alte temperature, di resistenza ai graffi, prodotti chimici e agli acidi (aceto/limone…). Igieniche e facili da pulire.
  • SOLID SURFACE … (come il Corian). Prodotti a base di cariche minerali, resine acriliche e pigmenti. ❗️Caratteristica: modellabili tramite il calore (termoformabili) è possibile avere il lavello totalmente integrata nel piano. Igienici ma con bassa resistenza al calore e scarsa durezza. I graffi sono facilmente riparabili.

Ecco qua! Queste sono, a grandi linee, le informazioni da sapere quando si sceglie la cucina. Naturalmente affidatevi sempre al vostro rivenditore e stabilite un rapporto di fiducia con il vostro arredatore e vedrete che farete sempre delle ottime scelte!

Speriamo come sempre di esservi state utili.. VENITE A TROVARCI!! 😀😃

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