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La struttura di un divano è la sua qualità

Radiografia di un divano di qualità.

Ma un divano com’è fatto? Come deve essere la struttura e l’imbottito? E come devono essere i braccioli, l’altezza dello schienale o la profondità della seduta? L’idea di questo articolo non è quella di darti degli spunti su come posizionare il divano in relazione alla tua stanza (questo lo farò in un’altra occasione) ma quella di aiutarti nella scelta in base alle caratteristiche strutturali del divano.

L’acquisto del divano è personale, molto! Il divano riflette le tue abitudini e quella della tua famiglia, è considerato l’arredo più utilizzato. A mio avviso, prima di scegliere un divano solo ed esclusivamente per l’aspetto estetico soffermati e pensa a l’uso che ne farai: lo userai solo per fare conversazione, per leggere o anche per lavorare, per studiare, per guardare la tv o dormire? Come vedi il divano si usa in molti modi, formali e non e proprio per questo è bene scegliere quello giusto.

🙋🏻‍♀️ Faccio un’altra premessa. Se leggi questo articolo capirai il perché del costo di un divano rispetto ad un altro. E’ vero che ci sono delle marche che costano molto perché “sono di marca” ma è anche vero che un divano costa per i materiali utilizzati nella struttura e negli imbottiti. Ricordati sempre: è quello che non vedi che fa la differenza!

Brevissima panoramica sulle linee del divano e su quali sono le “misure” da tenere a mente quando si acquista.

  • Divano Lineare è il divano classico che può essere a 2 o 3 posti; i modelli a 2 posti sono lunghi fra 120 e 180/190 cm mentre quelli a 3 posti vanno da 200 a 250 o più.
  • Divano con Penisola è composto dal divano lineare e dalla chaise lounge che ha il bracciolo della stessa lunghezza del modulo lineare oppure la dormeuse che ha il bracciolo più lungo.
  • Divano Angolare solitamente composto da 3 moduli: 2 moduli lineari uniti fra loro da un modulo angolare che li raccorda.
  • Divano Componibile è composto da moduli separati che possono essere spostati a piacimento a seconda della situazione e compongono un divano sempre diverso.

Quelle che ti metto qui sotto, come ti dicevo, sono delle misure da tenere a mente quando si pensa all’acquisto di un divano…Naturalmente andranno sempre viste nel contesto dell’ambiente e dei mobili.

  • L’ingombro di una persona sul divano si calcola 70/80 cm – seduta, non sdraiata!
  • Per muoversi agevolmente intorno al divano vanno calcolati almeno 60,00 cm
  • Se viene messo a ridosso di una parete lascia almeno 5,00/10,00 cm – Sembra strano ma se lo sposti anche di poco dal muro sembra meno ingombrante ed è più bello da vedere, prova!
  • Se il divano è angolare, lo spazio “morto” che resta fra i due è la profondità del divano. Utilizza quello spazio per mettere un tavolino da appoggio o una lampada da terra.
  • Se ti piace il divano a centro stanza o a isola considera sempre di lasciare uno spazio almeno 120,00 cm dai mobili che ci sono nelle vicinanze.
  • Se vuoi inserire i divani frontali lascia fra loro uno spazio di 150/200 cm .
  • Se vicino al divano hai 2 poltrone considera di lasciare fra loro uno spazio di almeno 40,00 cm
  • La distanza fra il divano e il tavolino o pouf davanti deve essere di almeno 40,00/50,00 cm.

❗️Ma passiamo al nocciolo della questione: com’è e da cosa è composta la struttura del divano...

La caratteristica comune ad ogni divano dovrebbe essere: l’alta qualità della prestazione alle sollecitazioni. Durante l’uso quotidiano il “povero” divano di sollecitazioni ne subisce moltissime, figuriamoci nella sua vita. Ho detto dovrebbe e l’ho detto perché ci sono divani – dei quali non farò assolutamente il nome – che nelle strutture, negli imbottiti e nei tessuti vengono utilizzati materiali di scarsa qualità… 😲

La struttura del divano è composta da una serie di elementi “nascosti” che sono quelli che poi in realtà fanno la differenza fra un buon divano e un divano di scarsa qualità. Adesso te li mostro nel dettaglio:

  • Il fusto o il telaio del tuo divano può essere realizzato in legno, i legni più utilizzati sono il faggio, l’abete o il pioppo perché sono tipi di legno che meglio resistono alle sollecitazioni e sono inattaccabili dalle muffe. In metallo oppure legno e metallo integrati.
  • Per la seduta vengono utilizzate delle cinghie che intrecciate fra loro sostengono il tuo corpo e fanno si che ritorni nella posizione originale senza deformarsi nel momento in cui ti alzi.
  • L’imbottitura è realizzata in blocchi sagomati di poliuretano espanso flessibile e a densità differenziata per i punti più o meno sottoposti alle sollecitazioni e falde di ovatta che gli conferiscono volume.
  • Meccanismi che consentono la rotazione dello schienale oppure di passare dalla posizione conversazione a quella relax o di sbloccare il poggiapiedi.
  • Cuscini cioè l’imbottitura dello schienale o della seduta – non i cuscini volanti! – è in poliuretano in più strati di diversa sofficità e ovatta sintetica oppure piuma d’oca sterilizzata.
  • Il tutto viene foderato con una fodera in tela grezza dove poi viene sovrapposto il rivestimento esterno.
  • Il rivestimento del divano che può essere in tessuto o pelle:
    • Troverai diversi tipi di pelle per il rivestimento: la Pelle pregiata o “pelle fiore” è pelle di animale al 100%. E’ un materiale naturale e come tale tenderà con il tempo a modificarsi e a cambiare toni e colori donando però al tuo divano un aspetto “vintage”. La puoi pulire con prodotti adatti che la ammorbidiscono e la nutrono per evitare tagli. Tende a graffiarsi, attenzione alle unghie degli animali! La Pelle rigenerata composta da 50% scarti di pelle e 50% aggreganti (gomma o lattice) e prodotti sintetici. Esteticamente uguale alla pelle ed infatti molto spesso spacciata per pelle naturale, quindi attenzione: chiedi sempre il certificato di produzione e ricorda che se un divano in “pelle” ha un costo particolarmente basso non può essere in pelle vera. La pelle rigenerata non assorbe liquidi ed è di facile manutenzione, si pulisce con sapone neutro ed acqua. Con il tempo tende a graffiarsi e tagliarsi come la pelle e anche in questo caso attenzione alle unghie. L’Ecopelle o similpelle è un imitazione della pelle ma in realtà è un tessuto dove viene fatto colare del materiale plastico. Non assorbe liquidi e si pulisce con acqua e sapone è un rivestimento economico.
    • Tessuti. Come per la pelle anche qui ti si aprirà un mondo! Io ti indico quelli che si utilizzano maggiormente.
    • Tessuti Naturali cioè realizzati con fibre naturali: il cotone uno dei tessuti più usati fra quelli naturali perché meno costoso del lino o della seta usata principalmente per delle piccole sedute. Si macchia facilmente ma si lava e si asciuga velocemente. Il lino, più pregiato del cotone, è un tessuto elegante, ha uno stile puro ed essenziale ed è molto resistente nel tempo. Ha la particolarità di essere imperfetto e dona al divano un effetto vissuto. 🙋🏻‍♀️ Per i tessuti naturali chiedi sempre del prelavaggio e cioè quando il tessuto viene tagliato dopo essere stato lavato. Con il prelavaggio puoi lavare il rivestimento senza problemi seguendo le indicazioni mentre senza è possibile che si possa ritirare al primo lavaggio. Il prelavaggio lo puoi chiedere al momento dell’ordine, ha un costo ma è meglio farlo.
    • Tessuti tecnici o sintetici, sono tessuti che presentano meno problemi rispetto ai tessuti naturali e sono anche fra i più venduti. Possono essere interamente sintetici oppure mixati con il cotone (cotone e poliestere). Piacevoli e morbidi al tatto come la microfibra oppure tessuti più “grezzi” con un effetto più simile ai tessuti naturali o con trama più grossolana… ce ne sono per tutti i gusti! Più economici dei tessuti naturali e con molta varietà di scelta. Idrorepellenti, lavabili a 30/40°, resistenti ai graffi (alcuni). Un Tessuto tecnico che vendiamo molto per chi ha animali in casa è il tessuto AquaClean molto piacevole al tatto ma soprattutto grande facilità di pulizia anche per macchie difficili, basta un panno umido. Resistente ai graffi perché le unghie degli animali non riescono a entrare nel tessuto. Logicamente lo vendiamo anche a chi non ha animali in casa 😅
    • Ritornato di moda negli ultimi tempi e che a me piace per l’effetto che ha è il velluto, un tessuto lussuoso, chic, brillante e morbido al tatto però molto delicato nella gestione quotidiana e nel lungo periodo. Le macchie devono essere trattate in modo specifico, evitare saponi e acqua calda perché lo scoloriscono. Nel tempo si usura nelle parti dove viene più utilizzato ma in fondo, il suo bello è anche questo.

Schienale, seduta e braccioli anche questi fanno la differenza.

Come ti dicevo prima, anche queste caratteristiche sono importanti per la scelta del divano e andranno valutate bene per l’uso che ne farai.

  • Schienale medio, alto o basso? Fondamentale è che sia leggermente inclinato all’indietro per un maggior comfort. La scelta dell’altezza è soggettiva, dipende dalla tua altezza e varia a seconda dei modelli. La regola generale ci dice che lo schienale deve essere abbastanza alto da sostenere il collo.
    • In linea di massima l’ altezza media per un divano con uno schienale medio è di 80/90 cm da terra.
    • Lo schienale molto alto è per i divani di dimensioni ridotte con forma affusolata e slanciata. Sono divani che hanno una forte personalità, danno una sensazione di intimità. Non si posizionano a ridosso di pareti ma liberi, quasi a voler creare angoli intimi di relax.
    • Lo schienale basso in genere si ha su divani di grande impatto perché sono divani con sedute profonde, con grandi imbottiture che ti invitano al comfort. Con lo schienale basso il collo non viene sostenuto ma i cucinini “volanti” di forme e dimensioni diverse riusciranno a risolvere il problema.
  • La seduta. La giusta altezza da terra sono 40,00-45,00 cm in modo da appoggiare bene i piedi sul pavimento.
    • La profondità della seduta: in linea di massima 80/90 cm il che comporta una profondità di 100,00 circa compreso lo schienale. Ma troverai anche divani con sedute maxi oltre 100,00 cm escluso lo schienale, in questo caso sono necessari dei cuscini volanti per appoggiare comodamente la schiena e riuscire a piegare le gambe ed appoggiare i piedi in terra, almeno che tu non sia un giocatote di basket, il quel caso muta! 😉 Il divano così profondo invita sicuramente al relax ed è un po’ meno adatto alle occasioni formali, quindi considera anche questo prima dell’acquisto… Dove lo metterai e a cosa ti servirà principalmente? Se ti serve o vuoi creare un un ambiente più formale te lo sconsiglio non puoi rischiare che le persone stiamo straiate oppure in “punta” per evitare lo stato di “stravacco”. Se invece è per il tuo puro relax… puoi scegliere quello che più piace. 🙋🏻‍♀️ Un consiglio: se il tuo soggiorno non è grandissimo meglio scegliere un divano con una profondità più ridotta 70/80 cm e non soltanto per lo spazio sul davanti, dove potrai mettere più comodamente un tavoli o un pouf, ma anche per l’impatto visivo nella stanza, altrimenti rischi che il divano sia sproporzionato rispetto al resto dell’arredamento e che “esista” solo lui.
  • La questione dei braccioli: senza, sottili o maxi. Indubbiamente sono il tratto distintivo del divano, ne caratterizzano lo stile e anche il comfort. Per essere comodi dovrebbero avere una larghezza che varia dai 15 ai 20 cm.
    • Senza braccioli, sono divani più giovanili – passatemi il termine – diciamo più “vivaci” e particolari meno impostati e formali. Il vantaggio del divano senza braccioli è che è molto leggero alla vista e che la seduta si può sfruttare al massimo.
    • Braccioli sottili, hanno il vantaggio di dare più spazio ai posti a sedere e così il divano risulta leggero e slanciato. Ricordati che se sono molto sottili magari non sono comodissimi per sdraiarsi o appoggiarsi quindi anche in questo caso per avere più comodità vale sempre la regola dei cuscini volanti.
    • Braccioli maxi sono oltre i 20,00 cm e sono una parte integrante del divano. In questo caso il bracciolo può essere utilizzato com un appoggio o in alcuni casi anche una seduta in più. Nella scelta di questo divano tenete bene a mente la misura in larghezza del divano e lo spazio disponibile. I braccioli maxi prendono il posto di una seduta che, inevitabilmente se ne andrà, e quindi lo spazio per sedersi si riduce, oltre a questo considera che i braccioli maxi stanno bene su un divano grande: è una questione di dimensioni.

Ebbene siamo giunti alla fine di questo viaggio “dentro al divano” spero di averti dato qualche informazione in più ma soprattutto di essere stata utile. Come vedi scegliere il divano non è poi cosi’ semplice. Può capitare che ad attirarti sia il modello, il tessuto o anche il prezzo e va benissimo perché da qualche parte bisogna pur iniziare, però prima di completare l’acquisto rifletti sulle informazioni che hai appena appreso.

Se hai bisogno di un divano nuovo vi aspettiamo in negozio per consigliati per il meglio nell’acquisto del tuo nuovo divano.

A presto, Nora e Silvana

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IL TAPPETO COME LO METTO?

Il tappeto in casa è fondamentale, è un grande punto di forza. Il tappeto definisce gli spazi sia in un grande appartamento che in uno più piccolo, soprattutto quando le zone sono comunicanti fra loro come cucina e living. Il tappeto raccorda elementi diversi: pareti, pavimento e mobili!

Per quanto riguarda i colori e le fantasie, libera scelta al vostro gusto 🙃… L’importante è che si armonizzi con l’ambiente per creare un’atmosfera piacevole! – Se la scelta è proprio “fuori” magari qualcosina vi diciamo… 😜

Ci sono tappeti di molte dimensioni, forme, fantasie e stili diversi quindi è impossibile non trovare quello adatto per il vostro ambiente.

📌 Ecco le QUATTRO VARIABILI da valutare per la scelta del tappeto giusto:

  1. Le dimensioni della stanza
  2. L’ambiente dove andrà inserito
  3. La grandezza del tappeto
  4. La forma del tappeto

🙋🏻‍♀️ Per chiarezza, indicheremo le misure standard dei tappeti che classificheremo in piccolo, medio e grande. E’ bene sapere che ce ne possono essere molte altre e che alcuni tappeti possono essere anche fatti a misura, quindi il tutto si basa sulle “quattro” variabili e la scelta comunque è sempre soggettiva ed individuale!

✓ Se un ambiente è molto ampio e la scelta è un tappeto grande consideriamo sempre che lo spazio occupato dal tappeto deve essere all’incirca del 65% e che devono essere lasciati 40,00 cm fra tappeto e parete. Il tappeto appiccicato alla parete no!

Ma vediamo gli ambienti dove andrà questo tappeto.

👉🏼 Vi daremo dei consigli sugli ambienti più importanti della casa, se siete curiosi non vi resta che leggere tutto l’articolo oppure cercare solo la stanza che vi interessa 🔍

Cominciamo dall’ambiente “principe” nella scelta del tappeto… IL SOGGIORNO

Nel soggiorno il tappeto serve per definire la zona relax davanti al divano e creare un’atmosfera.

🙋🏻‍♀️Il tappeto deve essere lungo almeno quanto il divano, evitare i tappeti più piccoli.

Se il tappeto è di dimensioni medie, diciamo 200×290 o 195×280 circa, è bene posizionarlo “a cavallo degli arredi” lasciandolo fuoriuscire di almeno 20,00 cm dai lati del divano. Per un tappeto piccolo e per “piccolo” intendiamo che deve essere lungo almeno quanto il divano, consideriamo una misura standard di 160×235 circa, gli arredi devono essere posizionati esterni e non “a cavallo” lasciando un piccolo margine fra divano e tappeto. Altro discorso per il tappeto grande 200×290 o più grande, gli arredi devono trovare posto sul tappeto.

Un altra zona molto “gettonata” per il tappeto è la SALA DA PRANZO

Il tappeto nella zona pranzo piace ed è molto utilizzato perché definisce e separa l’ambiente cucina dalla zona pranzo soprattutto in ambienti dove le zone sono comunicanti.

Dunque per la sala da pranzo, soprattutto se è il tavolo che si usa giornalmente, è bene scegliere un tappeto che sia resistente agli sfregamenti di tavolo e sedie

🙋🏻‍♀️Il tappeto deve coprire la superficie di tavolo e sedie anche quando vengono spostate per sedersi. Tavolo e sedie devono rimanere sempre nel perimetro del tappeto.

Il tappeto deve essere centrato al tavolo e più largo di 60,00 cm per lato. Può essere della stessa forma del tavolo ma anche di altra forma. Per maggiore chiarezza diciamo che: tavolo rettangolare “chiama” tappeto rettangolare mentre un tavolo ovale può stare molto bene sia sul tappeto ovale che sul tappeto rettangolare. Lo stesso discorso vale per il tavolo tondo e il tavolo quadrato.

E in CUCINA…

Con il tappeto in cucina si apre un mondo. Qui bisogna considerare la lunghezza della cucina e la disposizione e cioè se. è lineare, ad angolo ecc. Gli aspetti da considerare sono davvero tanti ma uno fondamentale è che deve essere lavabile assolutamente.

🙋🏻‍♀️ Il tappeto deve coprire almeno la lunghezza “operativa” della cucina, quindi la zona lavaggio e cottura

I tappetini “uso bagno” posizionati solo davanti al lavello sono da evitare, non risolvono il problema dello sporco e non sono belli da vedere. I materiali utilizzati per il tappeto della cucina sono molti e con fantasie belle e originali, possono essere in PVC lavabili in lavatrice a 30°, in microfibra di poliestere oppure in cotone tutti lavabili con acqua. Per le misure consideriamo una larghezza di 70/80 cm e una lunghezza di 150,00 cm fino ai 200/300 cm quindi molto grandi. 😉 POI… e questa secondo noi è la soluzione migliore, ci sono tappeti che vengono tagliati a misura, logicamente hanno un costo leggermente maggiore rispetto alle misure standard però risolvono pienamente il problema della lunghezza.

Tappeto dopo tappeto siamo arrivati in CAMERA

posizionamento tappeto in camera da letto

Il tappeto in camera ha lo scopo di creare atmosfera e comfort… soprattutto la mattina a piedi nudi!

🙋🏻‍♀️ Il tappeto deve fuoriuscire di almeno 50,00 cm dai piedi del letto.

Di tendenza è il tappeto molto grande che deve comprendere sia il letto che i comodini, in questo caso molto dipende dalle dimensioni della stanza se la stanza è piccola e il tappeto grande/enorme… Eviterei! Per il tappeto di grandezza media consideriamo la misura standard di 195×280, che comunque è un bel tappeto ed è una misura più che giusta per ogni tipo camera, questo deve essere posizionato sotto al letto rispettando sempre i 50,00 cm ai piedi del letto che nella larghezza comprenda anche i comodini. Il tappeto piccolo, non lo scendiletto ma il tappeto! avrà una misura standard di 160×235 anche in questo caso devono essere lasciati i famosi 50,00 cm ai piedi del letto e 20/30 cm per ogni lato… se dovesse essere più piccolo potrebbe sparire sotto il letto, meglio niente!

camera ragazzi posizionare il tappeto

E la CAMERA BAMBINI O RAGAZZI?

In questo caso dipende dallo spazio che abbiamo a disposizione.

🙋🏻‍♀️ Lasciate perdere le misure e le “regole”

Nella camera dei ragazzi l’importante è che sia un tappeto abbastanza grande per poter giocare o rilassarsi ascoltando musica o giocando alla play… magari con un comodo pouf. Ah! un’ultima cosa, lavabile è meglio!

Un ambiente di passaggio, il CORRIDOIO

In questo caso il tappeto ha una funzione più estetica che funzionale.

🙋🏻‍♀️ Considerare bene le dimensioni del corridoio e lasciare sempre un margine fra tappeto e pareti.

Comunque in un corridoio lungo e stretto il tappeto giusto è quello rettangolare; La misura giusta potrebbe essere di cm 70/80×150 però come dicevamo dipende molto dalla larghezza e lunghezza del corridoio

Ed infine il BAGNO

In bagno vale lo stesso consiglio della cucina e cioè che il tappeto sia lavabile!

Per il bagno, soprattutto se è arredato con colori neutri, sono molto piacevoli e simpatici i tappeti colorati o con forme particolari come fiori, farfalle e foglie. Ce ne sono alcuni che riproducono i tappeti classici come i persiani o i kilim, un bagno davvero chic!

🙋🏻‍♀️ La posizione per eccellenza è davanti alla doccia o alla vasca per evitare lo scivolamento e davanti al lavandino. Vietati quelli al wc e al bidet 😖

Le dimensioni sono varie quelli piccoli da 60×90 o 60×100-120 cm oppure più grandi da 70×120 o 70×140 cm, in realtà se ne trovano anche di più grandi ma quello dipende dal vostro bagno 🙂

❗️Ecco qua! Vi abbiamo fornito una bella panoramica sui criteri di base per scegliere il tappeto giusto, speriamo di essere state chiare. Logicamente il tappeto è un grande argomento e abbiamo cercato di fare una breve sintesi, adesso non vi rimane altro che…

…METTERVI ALLA CACCIA DEL TAPPETO PERFETTO!

Il nostro consiglio è sempre quello di rivolgervi a degli esperti! Se avete bisogno non esitate… contattateci!

👋🏼 Ciao, Nora e Silvana


La zona del lavello: progettarla bene

Quando progettiamo una cucina, la zona lavello è molto importante e deve essere progettata bene. Fai attenzione alla scelta del lavello perché ha la sua importanza, vuole il suo spazio e se lo prende!

Ma vediamo meglio come deve essere progettata. Protagonisti indiscussi: lavello, miscelatore e lavastoviglie! 😉

Cominciamo prima dal lavello, poi vediamo il miscelatore ed infine la lavastoviglie!

La regola del triangolo.

Come sai, il lavoro in cucina deve essere agevole e comodo per questo la linea che unisce  lavello, piano cottura e frigorifero non deve essere troppo lunga per evitare continui movimenti.

Di fondamentale importanza durante la progettazione è lasciare spazio di lavoro per la preparazione di cibi meglio se fra la zona lavaggio e il piano cottura. Potrebbero bastare anche 30,00 cm ma in realtà non sono molti e quindi è meglio poter lasciare almeno 60,00 cm che sono quelli dell’incasso della lavastoviglie posizionata esattamente fra lavello e piano cottura.

🙋🏻‍♀️ Nota Tecnica: La base del lavello non ha schienale quindi è bene che gli scarichi e gli allacci idraulici siano previsti qui sotto come la presa elettrica della lavastoviglie che se rimane “proprio” dietro la lavastoviglie è un problema perché questa è una macchina che appoggia direttamente al muro e non ha nessuno spazio dietro.

Cominciamo dal lavello e guardiamo insieme lo spazio che occupa in base al numero delle vasche, la tipologia del lavello ed il materiale…

Il Lavello, scegliere bene il numero delle vasche.

Decidere il lavello è fondamentale nella progettazione di una cucina e nell’organizzazione dello spazio, di solito ti consigliamo un certo tipo di lavello proprio in base alla grandezza della cucina. Ti faccio un esempio se la tua cucina non è grandissima non ha senso scegliere un lavello con 2 vasche e gocciolatoio perché questo comporta avere una base sotto-lavello da 90,00/120,00 cm e, come sai bene, “ruberà” molto spazio alle altre basi mentre il gocciolatoio prenderà posto sul piano di lavoro. Il sotto-lavello purtroppo è una base che proprio per la sua conformazione non può essere sfruttata a pieno, tu mi dirai: “per le pattumiere” ma di cosa te ne fai di 120,00 cm di spazio solo per le pattumiere? A questo punto meglio pensare ad una vasca grande e una piccola o una sola vasca grande che già potrebbe bastare un sotto-lavello di 80,00/90,00 cm oppure una vasca di larghezza 50,00 cm circa – che comunque è bella grande – e così riusciamo ad utilizzare una base sotto-lavello di 60,00 cm. Una vasca larga 40,00 cm si può inserire in un sotto-lavello da 45,00 cm, questa è piccola però se lo spazio è poco e con l’aiuto della lavastoviglie – e se non si cucina da ristorante!😅 – diciamo che può bastare. Ecco perché ti dico che il lavello si prende tutto lo spazio di cui ha bisogno!

Le ditte produttrici dei lavelli forniscono anche una serie di accessori da inserire nelle vasche del lavello come scolapiatti, vaschette, taglieri che sono molto utili quando hai poco spazio e non puoi inserire un lavello con 2 vasche. Sono pratici anche i lavelli con i taglieri scorrevoli sopra le vasche che aumentano la superficie di lavoro.

Quindi, come vedi, di lavelli ce ne possono essere di varie tipologie: 1 vasca unica e grande, 2 vasche con o senza gocciolatoio, 1 vasca grande e una più piccola e così via… per fortuna ce ne sono di molti modelli e molte misure.

Lavello ma di che tipo?

Ci sono varie tipologie di lavello dall’incasso standard e cioè in appoggio sul piano, per capirsi quelli più “classici” dove si vede il bordo; sotto-top quelli attaccati sotto al top dove non si vede il bordo ma solo le vasche; quelli filo top in questo caso si vede il bordo ma è bassissimo a filo del top. La scelta dipende dal vostro gusto, dallo stile della cucina e anche da tipo di piano che volete mettere, perché ad. esempio il lavello sotto-top non si può mettere su un piano in laminato ma si può mettere su quarzi, pietre, hpl. ceramica ecc. mentre gli altri tipi di lavello si possono mettere su tutti i piani.

Per le basi angolo sotto-lavello, quelle con lati 90×90 cm, ci sono dei modelli particolari come questo che vedi qui accanto con le vasche asimmetriche. Ce ne sono anche altri, non tantissimi ma ce ne sono oppure è possibile trovare altre soluzioni, come inserire 2 vasche separate…

Quale materiale vuoi per il tuo lavello?

  • Acciaio Inox lucido o satinato è il più utilizzato e a mio avviso il più bello anche se con l’uso si graffia! Però si pulisce molto bene anche con prodotti piuttosto aggressivi come l’anticalcare e torna splendente.
  • Materiali compositi in Fragranite o Granitek oppure Metaltek, il nome dipende dalle aziende ma la composizione è più o meno la stessa e cioè unione di granito e resine. Ci sono molti modelli e molti colori sia in appoggio che sotto top. Questo tipo lavello viene utilizzato quando non si vuole assolutamente l’acciaio e anche quando si vuole che top e lavello sembrino un tutt’uno. In effetti è un bel risultato, soprattutto nel caso delle vasche sotto-top. Però mi raccomando la manutenzione, mai e dico mai prodotti aggressivi direttamente nelle vasche perché si rovinano e occhio anche ad appoggiare pentole, padelle ma soprattutto la caffettiera appena tolte dal fuoco perché lo danneggiano.
  • Conglomerati di quarzo quando il lavello viene realizzato nello stesso materiale del top e saldato ad esso. Effetto scenico molto bello! Ho due però: il primo è che sono molto pesanti ed è possibile, se la vasca è assemblata, che si possano scollare – è successo ad una cliente e come puoi immaginare ha creato un bel po’ di problemi – Il secondo è che se il lavello è saldato, non si può sostituire o se lo si fa non è tanto semplice. Per la cura e manutenzione occhio anche in questo caso a detergenti aggressivi.
  • Marmo e pietra “quelli di una volta” stesse caratteristiche di quelli molto pesanti e accortezza nella manutenzione. E lo sento già “Quello di mia nonna, non ha fatto una piega”… Certo! però tua nonna non avrà utilizzato detergenti aggressivi e sicuramente l’uso continuo ha reso uniforme qualsiasi tipo di “magagna”, che poi attenzione è il suo bello! Io lo dico anche per i top in materiali naturali: “vanno presi con filosofia e cioè se si macchia, pace!”
Dopo questa panoramica dei lavelli diamo uno sguardo anche alla base sotto-lavello.

La base sotto-lavello può avere le ante oppure i cestelli, entrambe possono essere accessoriate con pattumiere per la raccolta differenziata. Nella foto che vedi qui è una base con cestelli L. 90,00 cm accessoriata con pattumiere per raccolta differenziata e divisori e vaschette porta spugne o porta detersivi… Molto utile!

I miscelatori

Di miscelatori ce ne sono di ogni tipo e di ogni prezzo, non scegliere un miscelatore di poco costo perché poi ti assicuro che in poco tempo avrà problemi di funzionamento, ma nemmeno uno da svenarsi… una cosa giusta!

Il miscelatore deve essere bello e funzionale ma soprattutto deve essere adeguato al lavello. Le finiture sono tante come per i lavelli: acciaio inox cromati o satinati oppure coordinati con il colore del lavello… questo dipende solo dal tuo gusto!

miscelatore-cucina-alto-acciaio-inox-con-doccetta-ideale-per-isola-o-penisola

Adesso sono quasi tutti Monocomando cioè hanno la leva che gestisce sia la temperatura e il getto dell’acqua.

Utilissima è la doccetta estraibile che si trova sia nei miscelatori a “collo” alto sia in quelli più bassi e che serve per pulire bene ogni angolo del lavello, riempire in modo più comodo le pentole o pulire meglio le verdure.

Per i modelli a “collo” alto è bene considerare lo spazio fra base e pensile, perché il rischio è che non entrino in altezza ed infatti di solito li usiamo nelle penisole o isole. Se lo spazio fra base e pensile è poco installiamo i miscelatori con il “collo” più diciamo corto.

Per il lavello sotto la finestra consideriamo sempre quelli abbattibili, anche con doccetta.

La Lavastoviglie

Eccola! diciamocelo, lei è la regina 👑 della cucina e se ne va a braccetto con il lavello. Il suo posto è accanto al lavello proprio lì, attaccata, vicino vicino. Solitamente suoi 60,00 cm sono la distanza fra il lavello e il piano cottura e sono quelli che utilizziamo come piano di lavoro per la preparazione dei cibi.

Nelle cucine componibili la lavastoviglie è solitamente da incasso e può essere a scomparsa totale cioè che non si vede – pennellata come le ante della cucina – oppure con i comandi vista ha sempre il pannello come la cucina ma il frontale dei comandi resta a vista. La misura standard della lavastoviglie è 60,00 cm – con 13/15 in alcuni casi anche 17 coperti. Si può inserire anche quella slim o salva-spazio da 45,00 cm 9/10 coperti. Al loro interno hanno una serie di meccanismi e accessori che le rendono ancora di più funzionali, come le griglie abbattibili per le pentole grandi e i piatti da pizza oppure il 3 cestello superiore che permette di disporre le posate in orizzontale o di lavare tazzine e mestoli oltre al “classico” portaposate con la maniglia. Ci sono anche le lavastoviglie freestanding cioè da posizionamento libero e che possono essere installate anche in un secondo momento purché siano previsti gli allacciamenti idrici ed elettrici.

◻︎ Della lavastoviglie e delle sue performance ne parleremo poi in un’altro articolo, per adesso è importante sapere che al moneto della progettazione bisogna pensare a tutto!

Quindi per riassumere:

  • Scelta del lavello: pensare bene in base allo spazio a disposizione se scegliere un lavello con 1 vasca o 2 vasche. Ricordati che più grande è il lavello più grande sarà la base sotto-lavello e minore sarà lo spazio a disposizione per le altre basi.
  • Scelta del miscelatore: collo alto, collo basso, con doccetta o senza, abbattibile per il sotto finestra.
  • Lavastoviglie integrata o freestanding, da 60,00 o da 45,00. In ogni caso prevedere sempre gli allacci idrici ed elettrici vicino al lavello.

Abbiamo fatto una bella panoramica della zona lavello e ti ho indicato quelli che sono i punti salienti per sceglierlo e progettarlo nel migliore dei modi, logicamente affidati sempre a noi che ti progettiamo la cucina perchè sicuramente troveremo la soluzione più giusta per farti “lavorare” al meglio!

Speriamo, come sempre, di essere state utili…

A presto, Nora e Silvana

Armadio Battente o Scorrevole: quale scegliere.

Scegliere l’armadio non è facile, anche perché è un mobile che non viene sostituito con facilità e ad ogni “cambio di stagione” 🙃 Ma con qualche informazione in più sarete certamente in grado di scegliere quello più adatto per voi.

Lasciamo perdere per il momento le finiture, i colori, le maglie o la gola e i materiali delle ante e struttura. Sappiamo benissimo che ce ne sono di ogni e non influiscono certo nella scelta dell’armadio con ante battenti o scorrevoli. Per il momento concentriamoci su altro…

📌 Quello che vi farà sciogliere ogni dubbio e vi farà prendere una decisione giusta sarà la dimensione della camera e la disposizione in base a porte e finestre.

armadio-battente-con-fianco-a-vista-utilizzato-come-libreria

🙋🏻‍♀️ Una piccola premessa però la voglio fare: a me personalmente non piace tantissimo trovare il l’armadio perpendicolare alla porta, perché entrare e trovarsi il fianco dell’armadio davanti non è proprio il massimo. In questi casi, se non ho altra possibilità, preferisco sempre considerare un fianco speciale come ad esempio un fianco “libreria”, come vedete nell’immagine sopra.

Ma vediamoli nelle loro caratteristiche principali che li differenziano l’uno dall’altro.

Armadio con ante battenti

Armadio-anta-battente
  • Apertura contemporanea delle ante
  • ingombro dell’apertura delle ante.
  • Larghezza vano con anta singola da 43,00 cm a 60,00 cm circa. La misura precisa del modulo dipende poi dalle aziende e dai modelli.
  • Larghezza vano con anta doppia da 90,00 cm a 120,00 cm circa, anche questo dipende dai modelli e dalle aziende.
  • Modularità maggiore. Possibilità di comporlo in base allo spazio a disposizione anche con l’inserimento di elementi ponte, angoli spogliatoio, ecc.
  • Possibilità del su misura.

Armadio con ante scorrevoli

armadio-con-ante-scorrevoli
  • Le ante scorrono una sull’altra non ingombrano lo spazio davanti all’armadio.
  • No all’apertura contemporanea delle ante.
  • Larghezza vano grande da 90,00 a 136,00 cm circa con anta unica.
  • Modularità minore. Altri moduli ed elementi come ponte o angolo spogliatoio sono generalmente più difficoltosi da accostare… Si può fare ma, francamente, non ne vale la pena, se questo è il caso meglio optare per il battente.
  • Possibilità di avere ante uniche grandi e vani interni spaziosi.
  • Su misura più difficoltoso.

E l’attrezzatura interna?

Armadio-attrezzato-internamente

Sia gli armadi battenti che scorrevoli possono essere attrezzati internamente con ripiani, cassettiere, porta-pantaloni estraibili, cesti per biancheria e tutto quello che volete inserire all’interno del vostro armadio.

In conclusione…

Non ci sono pregi e difetti per un armadio piuttosto che per un altro, la scelta dell’armadio è solo una questione di spazio in camera. Se lo spazio è ridotto le ante scorrevoli faranno al caso vostro perché non ingombrano con l’apertura. Se avete a disposizione una lunga parete o un angolo da sfruttare sarà il caso di scegliere un armadio battente che ha più modularità per la composizione. In definitiva è solo una questione di praticità e di gusto!

Speriamo di esservi state di aiuto. Ciao…. Nora e Silvana

Preventivo Cucina: il primo passo, le misure delle pareti. come imparare a prenderle, da soli.

Per avere un preventivo chiaro e veritiero per la vostra cucina è bene essere preparati e portare al negozio delle misure che siano il più precise possibile.

Riuscire a prendere delle misure precise può fare la differenza.

E’ assodato che le misure definitive devono essere prese da noi progettisti e che dovete diffidare di chi non viene a fare il rilievo di persona, però riuscire a prendere le misure da soli ed in maniera diciamo “abbastanza” precisa è importante sia per capire lo spazio che avete a disposizione sia per richiedere un preventivo per la vostra cucina.

Le cucine le disegniamo e le progettiamo in base allo spazio a disposizione e si giocano al cm, quindi avere una misurazione abbastanza precisa sarà quello che farà la differenza per avere un progetto iniziale veritiero e soprattutto un primo preventivo.

Siete pronti a diventare degli esperti? … Partiamo! 📐✏️

Quello che vi serve e cosa dovete misurare

Se avete la pianta o la planimetria della casa o della cucina meglio, altrimenti armatevi di carta e penna e cercate di riprodurre la stanza o lo spazio dove andrà progettata la vostra cucina. Importanti sono le misure non che le righe siano dritte, vanno bene anche un po’ stortine.

Mi raccomando, non fate fotocopie delle planimetrie ingrandite perché poi per rilevare le misure in scala diventa complicato quasi quanto il teorema di Pitagora.

Detto questo, ecco cosa dovete misurare:

Pianta-casa-fatta-a-mano-come-segnare-le-misure
Esempio di pianta fatta a mano con misure.
  1. Le pareti… e questa era facile!
  2. Porte e Finestre. Segnatele sulla vostra pianta misurate la loro larghezza e la distanza dall’angolo della parete.
  3. Pilastri o colonne, se ci sono prendete la misura anche di quelli e segnate dove si trovano.
  4. Nicchie o rientranze nelle pareti, misurate anche quelle e segnatele.
  5. Caldaie e Radiatori? Idem!
  6. Scarico dell’acqua? … Importantissimo, segnatelo.
  7. Fuoriuscita del gas? Anche.
segnare-misure-su-pianta-casa-esistente
Planimetria con misure segnate a mano

❗️❗️Attenzione! Possono esserci dei fuori squadra. Lasciateli perdere, ci penserà il progettista a prenderseli quando sarà il momento opportuno!

✏️ Prestate attenzione e segnate dove si trova lo scarico del lavello, è importantissimo e poi vediamo il perché, ma soprattutto nelle planimetrie non è indicato. Quindi fatelo voi!

L’importanza dell’impianto elettrico ed idraulico

Come dicevamo prima un’altra cosa da tenere ben presente sono gli impianti sia elettrico che idraulico.

Una domanda che vi verrà fatta sarà: se sono già posizionati, se è possibile spostarli oppure se sono ancora da fare. Nel caso non sia possibile intervenire è necessario attenersi a questi per sviluppare il progetto, quindi segnateli e riportateli sul vostro “foglio delle misure”.

Se poi avete la possibilità di giocare “la carta bianca” e gli impianti sono da realizzare o avete la possibilità di spostarli in fase di ristrutturazione, comunicatecelo perché avremo la possibilità di realizzare il progetto della vostra cucina senza vincoli e con più libertà.

Con queste poche e semplici regole sarete perfettamente in grado di richiedere un preventivo ed un progetto per la vostra cucina.

Queste sono solo le fasi iniziali di un progetto che verrà poi disegnato e pensato rispettando le vostre necessità, le vostre priorità e il vostro modo di interpretare la cucina.

In conclusione:

  1. Segnate le pareti e le loro misure.
  2. Disegnate e misurate sulla pianta eventuali vincoli come porte, finestre, pilastri, radiatori ecc.
  3. Appuntatevi dove si trovano lo scarico dell’acqua e la fuoriuscita del gas

Fino a questo punto avete fatto un ottimo lavoro, adesso è il nostro turno.

Alla prossima, Nora e Silvana

CUCINA, QUALCHE DRITTA PRIMA DI ACQUISTARLA

Acquistare una cucina non è mai semplice soprattutto se i venditori si mettono a parlare in “mobilese” con termini tecnici che sembrano nati apposta per confondere le idee. 🤔 E allora cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con qualche indicazione semplice semplice...

In questo articolo cerchiamo di concentrarsi sulle TRE cose fondamentali in una cucina: 👇🏽

  • La STRUTTURA e cioè lo scheletro della cucina, quella che sorregge tutto e quindi si parla di fianchi e schienali … quello che noi chiamiamo “cassone”
  • Le ANTE e quindi i frontali che caratterizzano lo “stile” della cucina e che possono essere laccate, nobilitate, monoblocco, ecc.
  • Il TOP ossia il piano di lavoro. Di top ce ne sono molti e la scelta si basa oltre che sull’estetica anche sul tipo di utilizzo.

Partiamo… “bando alle ciance”

LA STRUTTURA

✔️ La prima cosa da sapere è che le cucine, soprattutto le moderne, non sono realizzate interamente in legno vero come può capitare nelle cucine tradizionali o classiche ma onestamente oggi è molto difficile anche per queste perchè verrebbero a costare molto! Le strutture più diffuse sono quelle a “base di legno e/o nobilitate” .

🔹 Requisito fondamentale per la struttura? Devono essere materiali solidi e resistenti 🔨 Vediamo quali sono:

  • TRUCIOLARE chiamato anche “pannello in particelle di legno” o “pannello in legno agglomerato”.Il truciolare è un pannello realizzato con i trucioli cioè gli scarti del della lavorazione del legno incollate con delle colle ureiche e poi rivestito (“nobilitato”) con carta melaminica che può essere di colore bianco o grigio, effetto tessuto oppure riprodurre il legno.
  • MULTISTRATO detto anche “stratificato” è composto dalla sovrapposizione di sottili fogli di legno incollati fra loro. Le fibre vengono poste in senso alternato – per compensare eventuali deformazioni dei fogli di legno – e sempre in numero dispari (3,5,7). Se gli strati sono 3 viene chiamato anche compensato. Anche il multistrato viene rivestito o nobilitato con carta melaminica o fogli di laminato Hpl.
  • MDFmedium density fibreboard” che significa pannello di fibra a media densità. Questo pannello di legno composto da fibre di legno unite con un’apposita resina e pressato con diversa intensità. Ha la caratteristica di essere molto resistente e compatto e può essere lavorato come fosse legno massello. Utilizzato per le laccature e per i rivestimenti con carte melaniche, essenze o laminati.
  • LEGNO MASSELLO o massiccio è legno al 100% ricavato dal centro dell’albero. Di pregio e molto costoso.

LE ANTE

✔️ Le ante sono quelle che definiscono lo stile della vostra cucina. Le ante possono essere laccate, nobilitate, monoblocco (HPL) o vetro.

🔹 Requisito fondamentale per le ante? Resistenza all’acqua, soprattutto nella zona lavaggio, altrimenti si gonfia e resistenza al calore perché potrebbe scollarsi. 💦🔥 Vediamo le differenze delle varie finiture.

ANTE LACCATE che possono essere lucide o opache. Il pannello utilizzato è MDF perché è più duro e con una superficie più liscia. Non tutte le laccature sono uguali e la differenza sono gli strati di vernice applicata che possono arrivare fino a 7 nelle cucine di migliore qualità mentre in quelle più economiche i passaggi di vernice sono 1 o 2. Vediamo nel dettaglio:

ANTE LACCATE LUCIDE

  • LACCATURA DIRETTA è la più economica. Ante sono verniciate a spruzzo con vernice o smalti e poi lasciate essiccare fino all’indurimento della lacca.
  • LACCATURA SPAZZOLATA è la più usata. La vernice viene applicata in due strati, uno subito dopo l’altro per formare uno strato uniforme e ad alto spessore poi la vernice viene lasciata essiccare fino all’indurimento completo, dopo la superficie viene levigata con carte abrasive a grana fine per eliminare le imperfezioni e lucidata con spazzole di cotone e cere lucidanti.
  • LACCATURA A POLIESTERE è la più costosa. La vernice a poliestere rende le ante durissime, resistenti agli urti, omogenee e molto lisce. Per la laccatura a poliestere occorrono almeno 4 mani di vernice e relativi passaggi di lucidatura. La brillantezza si misura in gloss ed è ottima se è di 81 gloss. L’alternativa meno costosa e meno pregiata è la verniciatura poliuteranica, con questa si ottiene una laccatura a minore spessore.

ANTE LACCATE OPACHE E LACCATE A PORO APERTO:

  • LACCATURA OPACA. La vernice si applica a spruzzo in un solo passaggio e la superficie delle ante diventa uniforme e settosa al tatto. L’anta può essere completate liscia oppure leggermente bucciardata. Le vernici usate sono a base acquosa.
  • LACCATURA A PORO APERTO è sempre opaca di qualsiasi colore sia e sulla superficie dell’anta si vedono e si sentono al tatto le venature, i nodi e i pori del legno. Solitamente viene fatta su ante di rovere, frassino e castagno perché hanno delle venature molto evidenti che risaltano dopo la laccatura. Per questa laccatura viene steso un fondo trasparente sulla superficie dell’anta che viene poi carteggiata e dopo viene applicata la vernice opaca e lasciata essiccare.

ANTE RIVESTITE

✔️ Ante rivestite in melaminico, laminato melaminico, laminato polimerico o impiallacciato sono ante in truciolare rivestite da strato decorativo o nobilitato. Il rivestimento o “placcatura” possono essere di varie tipologie:

ANTE RIVESTITE IN VETRO sono di due tipologie:

  • Di migliore qualità sono quelle con il telaio di alluminio su cui viene montato un pannello in vetro temperato che può essere retro-laccato o sabbiato. Il telaio in alluminio può essere anche laccato dello stesso colore dell’anta oppure lasciato color alluminio.
  • Di minore qualità sono quelle in cui il vetro viene incollato su un pannello in truciolare che se non è idrofugo può gonfiarsi.

ANTE IN HPL o MONOBLOCCO

Le ante in HPL sono in laminato plastico ad alta pressione e di spessore elevato composte da molti fogli di carta. Non ha bisogno di nessun pannello in truciolare di supporto perché nascono come un pannello vero e proprio.

Più costoso del normale laminato (laminato melaminico) ma di grande qualità e resistenza al calore e all’umidità.

I PIANI DI LAVORO o TOP

✔️ Una fra le scelte più difficili al momento dell’acquisto della cucina, ce ne sono una gamma vastissima ed ognuno con caratteristiche specifiche.

🔹Requisito fondamentale per la scelta? che siano scelti in base all’uso e alla funzionalità oltre che all’estetica. Anche perché sono tutti molto belli!

Ce ne sono davvero tanti dai tradizionali a quelli di ultima generazione. Ritorneremo sull’argomento con un’altro articolo ma adesso vediamo i più diffusi:

  • ACCIAIO INOX ha una superficie liscia e non porosa per cui massima igiene. Le vasche del lavello possono essere “saldate” quindi non si vedono interruzioni. Resistente alle temperature fino a 500 °C e si pulisce con grande facilità. la qualità dell’acciaio dipende dallo spessore della “foglia” di acciaio (almeno 1 mm) e dalla percentuale di ferro che deve essere bassa.
  • MARMO e GRANITO sono pietre naturali. Buona resistenza agli urti e abrasioni ma non alle macchie – pericolose sono quelle acide: aceto/limone ecc. – per questo è bene assicurarsi che siano trattati con impregnanti che otturano i pori. Per la pulizia utilizzare prodotti specifici, non aggressivi attenzione agli acidi. Si può macchiare
  • GRES PORCELLANATO è una ceramica per questo è molto resistente all’usura, alle macchie, agli acidi (aceto/limone..) e alle alte temperature. Si trova anche in lastre di grandi dimensioni (100×300 cm) e questo permette di fare piani senza giunzioni. Igienico e di facile pulizia.
  • LAMINATO HPL viene utilizzato sia per le ante che per i piani. HPL è un laminato a forte spessore, non poroso resistente alle macchie e agli acidi (aceto/limone…) Resistente al calore fino a 180°. Facile pulizia. ❗️Con il laminato HPL a forte spessore si possono utilizzate anche le vasche sotto-top, questo non è possibile con il “vecchio” laminato o con quello più economico.
  • FENIX è un laminato di nuova generazione. Composto da carta decorativa (oltre 60%) e resine termoindurenti. Superficie è opaca, omogenea, non porosa, anti-impronte e soffice al tatto. Si graffia ma può essere riparato se sottoposto al calore ad esempio del ferro da stiro.
  • QUARZO è agglomerato di polveri o graniglie di quarzo naturale (90%) e resine. Ottima resistenza al graffio e agli acidi (aceto/limone…), buona resistenza agli urti. Igienico. ❗️Se lucido ha un’ottima resistenza alle macchie mentre quelli opachi devono essere trattati con impregnati. Per quanto riguarda i quarzi ci sono varie aziende produttrici, le caratteristiche sono comuni.
  • PIETRE SINTETIZZATE. (ad es. Neolith o Lapitec). La pietra naturale viene polverizzata e sottoposta ad un trattamento termico di 1.200 °C saldandosi e diventano un unico materiale compatto. Naturali al 100%. ❗️ Ottime caratteristiche di durezza, di resistenza alle alte temperature, di resistenza ai graffi, prodotti chimici e agli acidi (aceto/limone…). Igieniche e facili da pulire.
  • SOLID SURFACE … (come il Corian). Prodotti a base di cariche minerali, resine acriliche e pigmenti. ❗️Caratteristica: modellabili tramite il calore (termoformabili) è possibile avere il lavello totalmente integrata nel piano. Igienici ma con bassa resistenza al calore e scarsa durezza. I graffi sono facilmente riparabili.

Ecco qua! Queste sono, a grandi linee, le informazioni da sapere quando si sceglie la cucina. Naturalmente affidatevi sempre al vostro rivenditore e stabilite un rapporto di fiducia con il vostro arredatore e vedrete che farete sempre delle ottime scelte!

Speriamo come sempre di esservi state utili.. VENITE A TROVARCI!! 😀😃

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Ricominciamo dalla Lavanderia!

A-settembre-si-ricomincia-dalla-lavanderia.

A settembre si ricomincia… si, ma dalla lavatrice! Al ritorno dalle ferie lo “spauracchio” dei panni è lì che ci attende 😕 Vediamo come poter organizzare una zona lavanderia piccola, funzionale e … bella da vedere 😍

🔺 Per prima cosa in assoluto prevedere l’allaccio dell’acqua e prese elettriche, senza non si fa niente!

Le attrezzature base.

  • Ovviamente, la lavatrice! Dimensioni standard 60x55x85 (si intende larghezza, profondità e altezza) poi lo sappiamo ci sono varie dimensioni e vari carichi da 6 a 12 kg … piccole, grandi, salva-spazio e chi più ne ha più ne metta.
  • La star della lavanderia se la contende con l’asciugatrice, se c’è.. sempre dimensioni standard 60x55x85.
  • Se possibile un lavatoio, anche piccolo va bene!
  • Pensili, mensole e accessori vari.

Ma passiamo all’azione…

Per una lavanderia “basic” bastano dai 120,00 ai 150,00 cm circa. In questo spazio si può realizzare una lavanderia minimal e super funzionale.

Una mini-lavanderia si può ricavare in un piccolo ripostiglio, in un angolo della casa, in una parte di terrazzo coperto oppure in un corridoio con un angolo cieco che può essere chiuso e schermato con delle ante che possono essere tinteggiate o ancora meglio rivestite con carta da parati 😉 Se si pensa di sfruttare il corridoio perché è abbastanza largo la lavanderia può essere attrezzata in un armadiatura con delle ante scorrevoli.

➡️ Ricordatevi sempre di prevedere l’allaccio per l’acqua e la corrente!

La lavanderia è un mondo e se organizzata bene può essere davvero un valido aiuto. Se poi gli diamo un tocco personale può essere oltre che funzionale anche bella!

la Disposizione degli elementi base è molto semplice!

Lavatrice, asciugatrice (se c’è) e cesto del bucato si posizionano tutti sotto ad un comodo ripiano che servirà da appoggio. Se è possibile inserire un lavatoio avete fatto centro!

Nella parete sopra il ripiano possono trovare posto pensili chiusi per detersivi, strofinacci ecc., delle mensole per avere tutto quello che serve a portata di mano e ganci per appendere. Riusciamo a trovare un posticino al gancio dell’asse da stiro? Siamo al 🔝

🙋🏻‍♀️ Un consiglio: Se la lavanderia è a vista o ad esempio sul terrazzo, io sono per cercare di nascondere il più possibile e quindi utilizzerei dei pensili chiusi. Per me “chiuso” fa ordine! Se invece avete la gran fortuna di avere una zona solo lavanderia può essere molto carino utilizzare delle mensole. Questo lo lascio al vostro gusto e al vostro senso dell’ordine!

❗️Ricordiamoci che lavatrice e asciugatrice possono essere impilate l’una sopra l’altra ed in questo caso abbiamo guadagnato spazio perché con una colonna di circa 60/65 cm riusciamo a creare una zona lavaggio-asciugatura molto pratica!

I materiali da utilizzare per arredi e cioè top, pensili o mensole

Diciamo che in linea di massima tutti i materiali vanno bene! Per il top si può scegliere fra laminato, marmo, quarzite o legno. Io, senza ombra di dubbio, vi consiglio il laminato! E’ pratico, si pulisce bene e ce ne sono veramente di tutti i colori o finiture. L’effetto legno è veramente bello!

E il colore? … Allora se la zona lavanderia è a vista è bene scegliere sia per gli arredi che per le pareti un colore ed una finitura che stiano bene con il resto dell’arredamento per creare una certa armonia, perché anche se è un angolo di servizio non va certo svalutato! Se invece è ricavata in una zona a parte, sbizzarritevi! Potete utilizzare colori più scuri tipo un elegante grigio-verde, un classico bianco oppure un bel colore!

🙋🏻‍♀️ Per tinta alle pareti vale lo stesso discorso, se è a vista vi consiglio di armonizzarla con il resto della casa ma se è separata… osate!

Per quanto mi riguarda, mi piacerebbe allegra e colorata! Potrebbe essere pensata con arredi in tinte neutre e colorata nella tinteggiatura della parete – tinta lavabile, ovviamente! O con delle piastrelle colorate e divertenti… ce ne sono di bellissime! Volendo potete inserire anche la carta da parati – lavanderia minimal ma chic! Sinceramente, io approvo perché sono una vera passionista della carta da parati però indubbiamente è un’alternativa un po’ più costosa!

gli Accessori che non possono mancare nella lavanderia

  • Ceste, contenitori, scatole o cassettiere su ruote per riporre tutto quello che serve per il bucato
  • un’altra cosa importante è lo stendino! Se avete l’asciugatrice o un bel terrazzo magari non vi serve ma un piccolo stendino “di aiuto” soprattutto nei periodi invernali può sempre far comodo, ce ne seno anche da parete… so che i lenzuoli non ci si possono stendere ma i piccoli indumenti si!

🙋🏻‍♀️ un’ultimissima cosa, ma più che altro una curiosità! Oltre alla grandissima voglia di sistemare il bucato da lavare 😛 questo articolo è venuto fuori perchè stavo guardando le lavatrici, vabbè ognuno ha il suo “trip” oggi il mio è questo! Comunque… mentre studiavo con la massima applicazione le varie capacità di carico che possono raggiungere fino a 13 kg, le varie dimensioni in larghezza e il carico frontale o dall’alto, ne ho individuate 2 secondo me fantastiche: una dotata di 2 cestelli che lavano in modo indipendente e contemporaneamente con il cestello superiore di 12 kg e quello inferiore di 2 kg per capi delicati ed un’altra che ha sotto il cestello per la lavatrice di 8 kg e sopra il cestello asciugatrice di 4 kg anche questi simultanei e indipendenti.🔝

Detto questo… speriamo con questo piccolo articolo di esservi state utili o almeno di compagnia con questo piccolo articolo! Se avete bisogno di consigli e suggerimenti NON solo per la lavanderia… contattateci!

👋🏼 Ciao! Nora e Silvana

L’angolo studio…

Genitori, siete pronti per un nuovo anno scolastico? … 👩🏻‍🎓👨🏼‍🎓Siiiii!!!

📚 Libri, quaderni, matite, zaini? Tutto pronto? E l’angolo studio?Oh! NO!! 😩😩

Durante la progettazione di una cameretta, grande o piccola che sia, molto spesso viene lasciato in sospeso l’angolo studio, soprattuto se i bambini sono ancora piccoli.

Succede poi, che questi piccolini una sera se ne vanno a letto con il pupazzetto di peluche e si risvegliano la mattina con lo zaino in spalla! E adesso? Vabbè, faranno i compiti sul tavolo della cucina. OK! alle elementari poi nostri “bambini” improvvisamente vogliono la loro indipendenza e i loro spazi e allora come facciamo?

Noi per esperienza cerchiamo sempre di inserire e ricavare un angolo studio in camera perché, si sa, i bambini crescono e passato il periodo dei compiti in cucina arriva, per tutti, quello dei compiti in camera chiusi sprangati e con il divieto di accesso ⛔️ ai genitori.

Quindi è bene pensarci prima e prevedere questa possibilità per un futuro più immediato di quello che si pensa. 🤔 

👉🏻 Quali sono gli elementi essenziali per la zona studio?

  • Scrivania
  • Libreria
  • Sedia
  • Lampada

✔️ La scrivania, grande e piccola che sia, deve essere prima di tutto “comoda” consideriamo che i ragazzi ci passano molto tempo (anche se non studiano!) e quindi deve essere della larghezza e dell’altezza giusta in modo che la postura sia corretta. L’altezza del piano della scrivania può variare dai 72/75 cm da terra e deve avere un profondità tale da consentire un posizione corretta per le gambe, troppo stretta non va bene! 🤓

Le soluzioni per le scrivanie sono infinite, dalle classiche scrivanie a quelle sospese a muro non avendo sotto l’ingombro delle gambe lasciano più libertà oppure quelle che vengono inglobate in un ripiano della libreria o dell’armadio. In caso di spazio ridotto, si possono prevedere  delle scrivanie a ribalta che raddoppiandosi diventano spaziose… compiti con gli amici o ricerche di classe in grande comodità!

✔️ Anche la sedia è importante. Per un uso comodo deve essere inferiore di almeno 30 cm dal piano della scrivania, se regolabile in altezza è il top! Una seduta e uno schienale imbottito riservano un comfort maggiore! ✔️ Per la libreria ci sono soluzioni per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Dalla classica libreria spalla a terra a quelle sospese a parete che lasciano lo spazio sotto per inserire la scrivania oppure quelle che sfruttano il fianco dell’armadio. Il nostro consiglio è quello di inserire degli scomparti chiusi per riporre oggetti, fogli o quaderni.

✔️ L’illuminazione è importante. I compiti, di solito, vengono svolti nelle ore più buie della giornata e la lampada è importante per avere la scrivania ben illuminata. Ottime sono quelle che hanno la possibilità di regolare l’intensità della luce. Si possono scegliere da scrivania o parete.

E poi via libera con tutti gli accessori che più ci piacciono… lavagne a muro, tasche porta oggetti, griglie e cosi via…

Siete pronti adesso? … In poche mosse l’angolo studio è pronto!

Buona scuola… in bocca al lupo! da Nora e Silvana 💪🏻


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Ti apparecchio per le feste!

Quanto manca a Natale?… Poco, molto poco!

Natale sta arrivando!

Se non avete ancora pensato a come apparecchiare la vostra tavola vi facciamo vedere come abbiamo imbandito i nostri in negozio e magari vi diamo qualche idea e qualche spunto.

Se vi piace potete copiare spudoratamente!

Le nostre apparecchiature rispettano il nostro modo di pensare, di vivere il Natale e le feste e cioè condividere insieme a pareti ed amici un buon pasto e lunghe chiaccherate.

Abbiamo interpretato la tavola in modo semplice, allegro, raffinato e non convenzionale sempre con uno sguardo alla tradizione e per questo abbiamo reinterpretato i suoi colori, niente colori azzardati per quello siamo rimaste sul “classico”.

Parole d’ordine per questi giorni di festa “allegria” e “calore” e quindi via libera al servizio buono, per chi ce l’ha, oppure piatti e bicchieri di tutti i giorni rendendoli però protagonisti ed eleganti per questa occasione.

A tavola con il rosso

apparecchiatura natalizia con tovaglia bianca e rossa, piatti neri e centrotavola con vassoio rami di pino e candele e porta candele come segnaposto

Tavolo apparecchiato di Rosso.

Dicevamo “allegria” e “calore” e per questo la nostra tavola è elegante, allegra, non troppo formale e decisamente in clima natalizio.

Quest’anno abbiamo “tolto la tovaglia dal tavolo” e l’abbiamo sistemata in modo da lasciarlo scoperto in parte. La tovaglia è in cotone con allegri motivi natalizi stampati.  Possiamo utilizzare anche un runner centrale purché in tema, evitiamo il tinta unita, troppo serio!

L’impronta della tradizione l’abbiamo data con l’apparecchiatura rispettando il galateo per la disposizione di piatti e bicchieri. Un segreto… noi ci siamo scaricate un App-Galateo (iEtiquette)  ma lo trovate anche on line, vi indichiamo un link qui sotto. 😉

http://galateoitaliano.it/category/galateo-a-tavola/

Il servizio di piatti lo abbiamo usato nero per non “cadere” nella tentazione del bianco o del rosso e anche perché avevamo quello a disposizione, diciamocelo! 🙃 Quindi anche voi non vi formalizzate sui piatti, non correte a comprarne di nuovi ma utilizzate quelli che avete.

Vabbè, se sono rotti, brutti e sbeccati magari ricomprateli ma a quel punto potete valutare anche quelli di carta, ce ne sono di molto belli a tema natalizio.

Il piatto nero c’è piaciuto anche per inserire una nota che caratterizzasse l’aspetto informale della tavola, al centro di ogni piatto abbiamo messo dei piccoli porta candela con coroncina di pino da utilizzare come segnaposto scrivendo a mano il nome dei vostri ospiti su un cartoncino ed attaccandolo a questi con un filo, anche di lana. Il porta candela può essere poi un simpatico pensiero da regalare ai vostri ospiti… e qui fa capolino nuovamente la tradizione.

Per richiamare la magia del Natale, indovinate un po’? … le candele che sono sempre molto suggestive e possono essere posizionate al centro del tavolo, al lato del piatto o dove volete, l’importante è che siano accese!

Come centro tavola, perché quello ci vuole, abbiamo utilizzato un grande vassoio in cemento che raffigura un tronco di albero tagliato e lo abbiamo decorato con le immancabili candele bianche e verdi, i rami di pino abbinati al rosso delle melegrane. Si, qui la tradizione l’abbiamo presa in pieno!

Il Tavolo ha l’oro in bocca ed anche il blu!

apparecchuiatura natalizia con runner centrale a stelle piatti e sottopiatti blu e decorazioni in oro centrotavola cadelabri in vetro

Il Natale ha l’oro a tavola… ed il Blu.

L’abbinamento oro e blu questo Natale è di moda! L’oro dona lucentezza e il blu è colore della pace, quindi quale migliore augurio per i vostri parenti e amici. Già con questo iniziamo bene!

Quest’anno la tovaglia ci rimaneva “indigesta” e l’abbiamo tolta anche qui! … in verità anche il tavolo ha fatto la sua parte, perché il tavolo in legno massello della “nonna” rivisitato in questo bellissimo colore ci chiedeva di essere messo in mostra e quindi abbiamo usato il runner con fondo bianco e stelle blu messo in risalto dalle balze color oro.

Tradizione rispettata con l’apparecchiatura. I sottopiatti in vetro azzurro danno risalto ai piatti “vintage” in vetro blu. Cercate, come abbiamo fatto noi, nelle credenze delle nonne è possibile che li troviate anche giallo ocra o verde bottiglia… bellissimi! Sempre per rimanere in tema di nonne e quindi tradizione abbiamo utilizzato per il vino il bicchiere in vetro soffiato perfetto per questa apparecchiatura a tratti vintage mentre quello da acqua è in vetro trasparente, semplice e basso.

Per il segnaposto, semplice ma di effetto, abbiamo preso le palline dell’albero dorate e bianco perla legate con un nastro di tulle. Basta su un cartoncino con il nome dell’ospite ed è fatto!

Sempre presente, un piccolo dono per gli ospiti. Anche in questo caso il portacandela con coroncina in oro (in tema con la tavola) sistemato al lato del piatto ha un effetto decorativo ed è una sorpresa carina per i vostri invitati.

In questa apparecchiatura il vetro la fa da padrone e anche il centrotavola non poteva essere altrimenti. Tre candelabri in vetro trasparente di altezze diverse con delle bellissime candele lunghe e attorcigliate che accese sono veramente molto suggestive.

Le candele, poggiate sul tavolo, sono abbinate a delle palle di natale in vetro decorate in maniera particolare e raffinata, quasi fossero dei soprammobili. Una curiosità, queste candele sono a batteria!! Accese sembrano vere, ottime per ogni occasione e non solo a Natale.

In poche righe vi abbiamo illustrato le apparecchiature scelte per questo Natale… a questo punto per il menù ci affidiamo a voi!

Dimenticavo, tutto questo lo potete trovare da noi… Vi aspettiamo!

Buone Feste!

Nora e Silvana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

appendere quadri e foto ecco come fare

7 mosse per appendere foto e quadri alle vostre pareti

7 mosse per appendere quadri e foto alle pareti. In poche mosse avrete una galleria personale in casa vostra.

Quadri e foto sono i nostri ricordi. Non è necessario avere quadri di valore o foto di grandi fotografi l’importante è che siano speciali per noi. Quindi UN GRANDE SI! ad appendere tutto quello che più vi piace: foto di famiglia, di viaggi, disegni dei bambini, quadri e stampe, tutto quello che vi fa stare bene e vi strappa un sorriso.

Non vi consiglieremo di scegliere i quadri o foto per soggetto oppure per tonalità di colore o ancora per stile di pittura. La scelta è la vostra!

Noi vi daremo solo qualche consiglio, il resto dipende da voi.

A voi anche la scelta delle cornici, tutte uguali o tutte diverse, colorate o in legno, stili diversi? Fate voi…

Una composizione di quadri con cornici tutte uguali per colore risulterà più elegante, allo stesso tempo una composizione con cornici in stili diversi sarà fantasiosa e creativa!

Detto ciò… ecco poche e semplici regole per appendere quadri e foto alle pareti di casa vostra.
Prima cosa l’altezza:

Evitiamo di appendere i quadri troppo in alto o troppo in basso. In linea di massima il centro del quadro dovrebbe essere all’altezza degli occhi indicativamente 160,00/170,00 cm da terra al centro.

Dietro al divano, considerate che chi è seduto non deve li deve coprire con la testa, quindi posizioniamo la cornice inferiore almeno a 40 cm dalla spalliera.

Sopra un mobile, consideriamo anche lì la stessa altezza che abbiamo suggerito prima, 160.00/170.00 cm da terra al centro del quadro. Se i quadri sono più di uno e decidiamo di posizionarli nella parete in altezza, lasciamo dal piano del mobile 30/40 cm.

Lasciate sempre qualche cm fra le cornici dei quadri, la composizione sarà più ordinata e composta.

Posizionamento sulle pareti

  • Cornice Immaginaria: immaginate o create con lo scotch di carta una cornice sulla parete della grandezza che ritenete opportuna e appendete i quadri all’interno di questa. Occhio agli angoli delle cornici! che siano allineati fra loro.
  • Posizionamento a croce: immaginate o create una croce sulla parete i quadri ruoteranno intorno ad essa. Anche in questo caso gli angoli della cornice che si trovano adiacenti all’incrocio della croce, gioco di parole a parte, devono essere allineati.
  • Quadro grande: se avete da posizionare un quadro grande è bene posizionarlo al centro e mettere gli altri più piccoli intorno. In questo modo sarà valorizzato il quadro e gli altri gli faranno da supporto!

  • Linea Orizzontale: questa di solito si usa quando la parete è occupata da un divano o da un mobile. Tracciate sempre una linea orizzontale,come fosse una mensola e allineateci la base delle cornici. Partite da questa linea verso l’alto per appendere i quadri.
  • Linea Verticale: questa linea invece si usa quanto si vuole occupare una porzione di parete verticale. Anche in questo caso tracciate una linea verticale e partite ad allineare la parte esterna delle cornici dalla linea e poi continua come ti suggerisce la fantasia.
E le scale? …

Nei film hanno sempre le foto per le scale e ci piacciono un sacco, diciamo la verità! Per questo ci sono 2 modi:

  • A soffitto: tracciate la “solita” linea immaginaria parallela al soffitto e poi appendete quadri e foto a discesa, verso il basso. Allineate le cornici nella parte superiore alla linea immaginaria.
  • A gradini: seguite l’andamento dei gradini. Mi raccomando, allineate bene le cornici nella parte inferiore e poi salite!

A questo punto armatevi di chiodi e martello e cominciate ad appendere i vostri ricordi…

Buon lavoro e occhio alle dita!

Nora e Silvana

Qui di seguito vi consigliamo un sito per stampare e sviluppare le vostre foto on line! … Avere in casa delle belle foto da appendere sarà facilissimo!

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