Archivio mensile:Marzo 2020

La struttura di un divano è la sua qualità

Radiografia di un divano di qualità.

Ma un divano com’è fatto? Come deve essere la struttura e l’imbottito? E come devono essere i braccioli, l’altezza dello schienale o la profondità della seduta? L’idea di questo articolo non è quella di darti degli spunti su come posizionare il divano in relazione alla tua stanza (questo lo farò in un’altra occasione) ma quella di aiutarti nella scelta in base alle caratteristiche strutturali del divano.

L’acquisto del divano è personale, molto! Il divano riflette le tue abitudini e quella della tua famiglia, è considerato l’arredo più utilizzato. A mio avviso, prima di scegliere un divano solo ed esclusivamente per l’aspetto estetico soffermati e pensa a l’uso che ne farai: lo userai solo per fare conversazione, per leggere o anche per lavorare, per studiare, per guardare la tv o dormire? Come vedi il divano si usa in molti modi, formali e non e proprio per questo è bene scegliere quello giusto.

🙋🏻‍♀️ Faccio un’altra premessa. Se leggi questo articolo capirai il perché del costo di un divano rispetto ad un altro. E’ vero che ci sono delle marche che costano molto perché “sono di marca” ma è anche vero che un divano costa per i materiali utilizzati nella struttura e negli imbottiti. Ricordati sempre: è quello che non vedi che fa la differenza!

Brevissima panoramica sulle linee del divano e su quali sono le “misure” da tenere a mente quando si acquista.

la struttura del divano

Schienale, seduta e braccioli anche questi fanno la differenza.

Brevissima panoramica sulle linee del divano e su quali sono le “misure” da tenere a mente quando si acquista.

  • Divano Lineare è il divano classico che può essere a 2 o 3 posti; i modelli a 2 posti sono lunghi fra 120 e 180/190 cm mentre quelli a 3 posti vanno da 200 a 250 o più.
  • Divano con Penisola è composto dal divano lineare e dalla chaise lounge che ha il bracciolo della stessa lunghezza del modulo lineare oppure la dormeuse che ha il bracciolo più lungo.
  • Divano Angolare solitamente composto da 3 moduli: 2 moduli lineari uniti fra loro da un modulo angolare che li raccorda.
  • Divano Componibile è composto da moduli separati che possono essere spostati a piacimento a seconda della situazione e compongono un divano sempre diverso.

Quelle che ti metto qui sotto, come ti dicevo, sono delle misure da tenere a mente quando si pensa all’acquisto di un divano…Naturalmente andranno sempre viste nel contesto dell’ambiente e dei mobili.

  • L’ingombro di una persona sul divano si calcola 70/80 cm – seduta, non sdraiata!
  • Per muoversi agevolmente intorno al divano vanno calcolati almeno 60,00 cm
  • Se viene messo a ridosso di una parete lascia almeno 5,00/10,00 cm – Sembra strano ma se lo sposti anche di poco dal muro sembra meno ingombrante ed è più bello da vedere, prova!
  • Se il divano è angolare, lo spazio “morto” che resta fra i due è la profondità del divano. Utilizza quello spazio per mettere un tavolino da appoggio o una lampada da terra.
  • Se ti piace il divano a centro stanza o a isola considera sempre di lasciare uno spazio almeno 120,00 cm dai mobili che ci sono nelle vicinanze.
  • Se vuoi inserire i divani frontali lascia fra loro uno spazio di 150/200 cm .
  • Se vicino al divano hai 2 poltrone considera di lasciare fra loro uno spazio di almeno 40,00 cm
  • La distanza fra il divano e il tavolino o pouf davanti deve essere di almeno 40,00/50,00 cm.

Ma passiamo al nocciolo della questione: com’è e da cosa è composta la struttura del divano...

La caratteristica comune ad ogni divano dovrebbe essere: l’alta qualità della prestazione alle sollecitazioni. Durante l’uso quotidiano il “povero” divano di sollecitazioni ne subisce moltissime, figuriamoci nella sua vita. Ho detto dovrebbe e l’ho detto perché ci sono divani – dei quali non farò assolutamente il nome – che nelle strutture, negli imbottiti e nei tessuti vengono utilizzati materiali di scarsa qualità… 😲

La struttura del divano è composta da una serie di elementi “nascosti” che sono quelli che poi in realtà fanno la differenza fra un buon divano e un divano di scarsa qualità. Adesso te li mostro nel dettaglio:

  • Il fusto o il telaio del tuo divano può essere realizzato in legno, i legni più utilizzati sono il faggio, l’abete o il pioppo perché sono tipi di legno che meglio resistono alle sollecitazioni e sono inattaccabili dalle muffe. In metallo oppure legno e metallo integrati.
  • Per la seduta vengono utilizzate delle cinghie che intrecciate fra loro sostengono il tuo corpo e fanno si che ritorni nella posizione originale senza deformarsi nel momento in cui ti alzi.
  • L’imbottitura è realizzata in blocchi sagomati di poliuretano espanso flessibile e a densità differenziata per i punti più o meno sottoposti alle sollecitazioni e falde di ovatta che gli conferiscono volume.
  • Meccanismi che consentono la rotazione dello schienale oppure di passare dalla posizione conversazione a quella relax o di sbloccare il poggiapiedi.
  • Cuscini cioè l’imbottitura dello schienale o della seduta – non i cuscini volanti! – è in poliuretano in più strati di diversa sofficità e ovatta sintetica oppure piuma d’oca sterilizzata.
  • Il tutto viene foderato con una fodera in tela grezza dove poi viene sovrapposto il rivestimento esterno.
  • Il rivestimento del divano che può essere in tessuto o pelle:
    • Troverai diversi tipi di pelle per il rivestimento: la Pelle pregiata o “pelle fiore” è pelle di animale al 100%. E’ un materiale naturale e come tale tenderà con il tempo a modificarsi e a cambiare toni e colori donando però al tuo divano un aspetto “vintage”. La puoi pulire con prodotti adatti che la ammorbidiscono e la nutrono per evitare tagli. Tende a graffiarsi, attenzione alle unghie degli animali! La Pelle rigenerata composta da 50% scarti di pelle e 50% aggreganti (gomma o lattice) e prodotti sintetici. Esteticamente uguale alla pelle ed infatti molto spesso spacciata per pelle naturale, quindi attenzione: chiedi sempre il certificato di produzione e ricorda che se un divano in “pelle” ha un costo particolarmente basso non può essere in pelle vera. La pelle rigenerata non assorbe liquidi ed è di facile manutenzione, si pulisce con sapone neutro ed acqua. Con il tempo tende a graffiarsi e tagliarsi come la pelle e anche in questo caso attenzione alle unghie. L’Ecopelle o similpelle è un imitazione della pelle ma in realtà è un tessuto dove viene fatto colare del materiale plastico. Non assorbe liquidi e si pulisce con acqua e sapone è un rivestimento economico.
    • Tessuti. Come per la pelle anche qui ti si aprirà un mondo! Io ti indico quelli che si utilizzano maggiormente.
    • Tessuti Naturali cioè realizzati con fibre naturali: il cotone uno dei tessuti più usati fra quelli naturali perché meno costoso del lino o della seta usata principalmente per delle piccole sedute. Si macchia facilmente ma si lava e si asciuga velocemente. Il lino, più pregiato del cotone, è un tessuto elegante, ha uno stile puro ed essenziale ed è molto resistente nel tempo. Ha la particolarità di essere imperfetto e dona al divano un effetto vissuto. 🙋🏻‍♀️ Per i tessuti naturali chiedi sempre del prelavaggio e cioè quando il tessuto viene tagliato dopo essere stato lavato. Con il prelavaggio puoi lavare il rivestimento senza problemi seguendo le indicazioni mentre senza è possibile che si possa ritirare al primo lavaggio. Il prelavaggio lo puoi chiedere al momento dell’ordine, ha un costo ma è meglio farlo.
    • Tessuti tecnici o sintetici, sono tessuti che presentano meno problemi rispetto ai tessuti naturali e sono anche fra i più venduti. Possono essere interamente sintetici oppure mixati con il cotone (cotone e poliestere). Piacevoli e morbidi al tatto come la microfibra oppure tessuti più “grezzi” con un effetto più simile ai tessuti naturali o con trama più grossolana… ce ne sono per tutti i gusti! Più economici dei tessuti naturali e con molta varietà di scelta. Idrorepellenti, lavabili a 30/40°, resistenti ai graffi (alcuni). Un Tessuto tecnico che vendiamo molto per chi ha animali in casa è il tessuto AquaClean molto piacevole al tatto ma soprattutto grande facilità di pulizia anche per macchie difficili, basta un panno umido. Resistente ai graffi perché le unghie degli animali non riescono a entrare nel tessuto. Logicamente lo vendiamo anche a chi non ha animali in casa 😅
    • Ritornato di moda negli ultimi tempi e che a me piace per l’effetto che ha è il velluto, un tessuto lussuoso, chic, brillante e morbido al tatto però molto delicato nella gestione quotidiana e nel lungo periodo. Le macchie devono essere trattate in modo specifico, evitare saponi e acqua calda perché lo scoloriscono. Nel tempo si usura nelle parti dove viene più utilizzato ma in fondo, il suo bello è anche questo.

Schienale, seduta e braccioli anche questi fanno la differenza.

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La zona del lavello: progettarla bene

Quando progettiamo una cucina, la zona lavello è molto importante e deve essere progettata bene. Fai attenzione alla scelta del lavello perché ha la sua importanza, vuole il suo spazio e se lo prende!

Ma vediamo meglio come deve essere progettata. Protagonisti indiscussi: lavello, miscelatore e lavastoviglie! 😉

Cominciamo prima dal lavello, poi vediamo il miscelatore ed infine la lavastoviglie!

La regola del triangolo.

Come sai, il lavoro in cucina deve essere agevole e comodo per questo la linea che unisce  lavello, piano cottura e frigorifero non deve essere troppo lunga per evitare continui movimenti.

Di fondamentale importanza durante la progettazione è lasciare spazio di lavoro per la preparazione di cibi meglio se fra la zona lavaggio e il piano cottura. Potrebbero bastare anche 30,00 cm ma in realtà non sono molti e quindi è meglio poter lasciare almeno 60,00 cm che sono quelli dell’incasso della lavastoviglie posizionata esattamente fra lavello e piano cottura.

🙋🏻‍♀️ Nota Tecnica: La base del lavello non ha schienale quindi è bene che gli scarichi e gli allacci idraulici siano previsti qui sotto come la presa elettrica della lavastoviglie che se rimane “proprio” dietro la lavastoviglie è un problema perché questa è una macchina che appoggia direttamente al muro e non ha nessuno spazio dietro.

Cominciamo dal lavello e guardiamo insieme lo spazio che occupa in base al numero delle vasche, la tipologia del lavello ed il materiale…

Il Lavello, scegliere bene il numero delle vasche.

Decidere il lavello è fondamentale nella progettazione di una cucina e nell’organizzazione dello spazio, di solito ti consigliamo un certo tipo di lavello proprio in base alla grandezza della cucina. Ti faccio un esempio se la tua cucina non è grandissima non ha senso scegliere un lavello con 2 vasche e gocciolatoio perché questo comporta avere una base sotto-lavello da 90,00/120,00 cm e, come sai bene, “ruberà” molto spazio alle altre basi mentre il gocciolatoio prenderà posto sul piano di lavoro. Il sotto-lavello purtroppo è una base che proprio per la sua conformazione non può essere sfruttata a pieno, tu mi dirai: “per le pattumiere” ma di cosa te ne fai di 120,00 cm di spazio solo per le pattumiere? A questo punto meglio pensare ad una vasca grande e una piccola o una sola vasca grande che già potrebbe bastare un sotto-lavello di 80,00/90,00 cm oppure una vasca di larghezza 50,00 cm circa – che comunque è bella grande – e così riusciamo ad utilizzare una base sotto-lavello di 60,00 cm. Una vasca larga 40,00 cm si può inserire in un sotto-lavello da 45,00 cm, questa è piccola però se lo spazio è poco e con l’aiuto della lavastoviglie – e se non si cucina da ristorante!😅 – diciamo che può bastare. Ecco perché ti dico che il lavello si prende tutto lo spazio di cui ha bisogno!

Le ditte produttrici dei lavelli forniscono anche una serie di accessori da inserire nelle vasche del lavello come scolapiatti, vaschette, taglieri che sono molto utili quando hai poco spazio e non puoi inserire un lavello con 2 vasche. Sono pratici anche i lavelli con i taglieri scorrevoli sopra le vasche che aumentano la superficie di lavoro.

Quindi, come vedi, di lavelli ce ne possono essere di varie tipologie: 1 vasca unica e grande, 2 vasche con o senza gocciolatoio, 1 vasca grande e una più piccola e così via… per fortuna ce ne sono di molti modelli e molte misure.

Lavello ma di che tipo?

Ci sono varie tipologie di lavello dall’incasso standard e cioè in appoggio sul piano, per capirsi quelli più “classici” dove si vede il bordo; sotto-top quelli attaccati sotto al top dove non si vede il bordo ma solo le vasche; quelli filo top in questo caso si vede il bordo ma è bassissimo a filo del top. La scelta dipende dal vostro gusto, dallo stile della cucina e anche da tipo di piano che volete mettere, perché ad. esempio il lavello sotto-top non si può mettere su un piano in laminato ma si può mettere su quarzi, pietre, hpl. ceramica ecc. mentre gli altri tipi di lavello si possono mettere su tutti i piani.

Per le basi angolo sotto-lavello, quelle con lati 90×90 cm, ci sono dei modelli particolari come questo che vedi qui accanto con le vasche asimmetriche. Ce ne sono anche altri, non tantissimi ma ce ne sono oppure è possibile trovare altre soluzioni, come inserire 2 vasche separate…

Quale materiale vuoi per il tuo lavello?

  • Acciaio Inox lucido o satinato è il più utilizzato e a mio avviso il più bello anche se con l’uso si graffia! Però si pulisce molto bene anche con prodotti piuttosto aggressivi come l’anticalcare e torna splendente.
  • Materiali compositi in Fragranite o Granitek oppure Metaltek, il nome dipende dalle aziende ma la composizione è più o meno la stessa e cioè unione di granito e resine. Ci sono molti modelli e molti colori sia in appoggio che sotto top. Questo tipo lavello viene utilizzato quando non si vuole assolutamente l’acciaio e anche quando si vuole che top e lavello sembrino un tutt’uno. In effetti è un bel risultato, soprattutto nel caso delle vasche sotto-top. Però mi raccomando la manutenzione, mai e dico mai prodotti aggressivi direttamente nelle vasche perché si rovinano e occhio anche ad appoggiare pentole, padelle ma soprattutto la caffettiera appena tolte dal fuoco perché lo danneggiano.
  • Conglomerati di quarzo quando il lavello viene realizzato nello stesso materiale del top e saldato ad esso. Effetto scenico molto bello! Ho due però: il primo è che sono molto pesanti ed è possibile, se la vasca è assemblata, che si possano scollare – è successo ad una cliente e come puoi immaginare ha creato un bel po’ di problemi – Il secondo è che se il lavello è saldato, non si può sostituire o se lo si fa non è tanto semplice. Per la cura e manutenzione occhio anche in questo caso a detergenti aggressivi.
  • Marmo e pietra “quelli di una volta” stesse caratteristiche di quelli molto pesanti e accortezza nella manutenzione. E lo sento già “Quello di mia nonna, non ha fatto una piega”… Certo! però tua nonna non avrà utilizzato detergenti aggressivi e sicuramente l’uso continuo ha reso uniforme qualsiasi tipo di “magagna”, che poi attenzione è il suo bello! Io lo dico anche per i top in materiali naturali: “vanno presi con filosofia e cioè se si macchia, pace!”

Dopo questa panoramica dei lavelli diamo uno sguardo anche alla base sotto-lavello.

La base sotto-lavello può avere le ante oppure i cestelli, entrambe possono essere accessoriate con pattumiere per la raccolta differenziata. Nella foto che vedi qui è una base con cestelli L. 90,00 cm accessoriata con pattumiere per raccolta differenziata e divisori e vaschette porta spugne o porta detersivi… Molto utile!

Ma non è finita qui… continua a leggere per saperne di più su miscelatori e lavastoviglie..

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Armadio Battente o Scorrevole: quale scegliere.

Scegliere l’armadio non è facile, anche perché è un mobile che non viene sostituito con facilità e ad ogni “cambio di stagione” 🙃 Ma con qualche informazione in più sarete certamente in grado di scegliere quello più adatto per voi.

Lasciamo perdere per il momento le finiture, i colori, le maglie o la gola e i materiali delle ante e struttura. Sappiamo benissimo che ce ne sono di ogni e non influiscono certo nella scelta dell’armadio con ante battenti o scorrevoli. Per il momento concentriamoci su altro…

📌 Quello che vi farà sciogliere ogni dubbio e vi farà prendere una decisione giusta sarà la dimensione della camera e la disposizione in base a porte e finestre.

armadio-battente-con-fianco-a-vista-utilizzato-come-libreria

🙋🏻‍♀️ Una piccola premessa però la voglio fare: a me personalmente non piace tantissimo trovare il l’armadio perpendicolare alla porta, perché entrare e trovarsi il fianco dell’armadio davanti non è proprio il massimo. In questi casi, se non ho altra possibilità, preferisco sempre considerare un fianco speciale come ad esempio un fianco “libreria”, come vedete nell’immagine sopra.

Ma vediamoli nelle loro caratteristiche principali che li differenziano l’uno dall’altro.

Armadio con ante battenti

Armadio-anta-battente
  • Apertura contemporanea delle ante
  • ingombro dell’apertura delle ante.
  • Larghezza vano con anta singola da 43,00 cm a 60,00 cm circa. La misura precisa del modulo dipende poi dalle aziende e dai modelli.
  • Larghezza vano con anta doppia da 90,00 cm a 120,00 cm circa, anche questo dipende dai modelli e dalle aziende.
  • Modularità maggiore. Possibilità di comporlo in base allo spazio a disposizione anche con l’inserimento di elementi ponte, angoli spogliatoio, ecc.
  • Possibilità del su misura.

Armadio con ante scorrevoli

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  • Le ante scorrono una sull’altra non ingombrano lo spazio davanti all’armadio.
  • No all’apertura contemporanea delle ante.
  • Larghezza vano grande da 90,00 a 136,00 cm circa con anta unica.
  • Modularità minore. Altri moduli ed elementi come ponte o angolo spogliatoio sono generalmente più difficoltosi da accostare… Si può fare ma, francamente, non ne vale la pena, se questo è il caso meglio optare per il battente.
  • Possibilità di avere ante uniche grandi e vani interni spaziosi.
  • Su misura più difficoltoso.

E l’attrezzatura interna?

Armadio-attrezzato-internamente

Sia gli armadi battenti che scorrevoli possono essere attrezzati internamente con ripiani, cassettiere, porta-pantaloni estraibili, cesti per biancheria e tutto quello che volete inserire all’interno del vostro armadio.

In conclusione…

Non ci sono pregi e difetti per un armadio piuttosto che per un altro, la scelta dell’armadio è solo una questione di spazio in camera. Se lo spazio è ridotto le ante scorrevoli faranno al caso vostro perché non ingombrano con l’apertura. Se avete a disposizione una lunga parete o un angolo da sfruttare sarà il caso di scegliere un armadio battente che ha più modularità per la composizione. In definitiva è solo una questione di praticità e di gusto!

Speriamo di esservi state di aiuto. Ciao…. Nora e Silvana

Preventivo cucina: quello che ti serve e che devi sapere

Per avere un preventivo chiaro e veritiero per la vostra cucina è bene essere preparati e portare al negozio delle misure che siano il più precise possibile.

Riuscire a prendere delle misure precise può fare la differenza

E’ assodato che le misure definitive devono essere prese da noi progettisti e che dovete diffidare di chi non viene a fare il rilievo di persona, però riuscire a prendere le misure da soli ed in maniera diciamo “abbastanza” precisa è importante sia per capire lo spazio che avete a disposizione sia per richiedere un preventivo per la vostra cucina.

Le cucine le disegniamo e le progettiamo in base allo spazio a disposizione e si giocano al cm, quindi avere una misurazione abbastanza precisa sarà quello che farà la differenza per avere un progetto iniziale veritiero e soprattutto un primo preventivo.

Siete pronti a diventare degli esperti? … Partiamo! 📐✏️

Quello che vi serve e cosa dovete misurare

Se avete la pianta o la planimetria della casa o della cucina meglio, altrimenti armatevi di carta e penna e cercate di riprodurre la stanza o lo spazio dove andrà progettata la vostra cucina. Importanti sono le misure non che le righe siano dritte, vanno bene anche un po’ stortine.

Mi raccomando, non fate fotocopie delle planimetrie ingrandite perché poi per rilevare le misure in scala diventa complicato quasi quanto il teorema di Pitagora.

Detto questo, ecco cosa dovete misurare:

Pianta-casa-fatta-a-mano-come-segnare-le-misure
Esempio di pianta fatta a mano con misure.
  1. Le pareti… e questa era facile!
  2. Porte e Finestre. Segnatele sulla vostra pianta misurate la loro larghezza e la distanza dall’angolo della parete.
  3. Pilastri o colonne, se ci sono prendete la misura anche di quelli e segnate dove si trovano.
  4. Nicchie o rientranze nelle pareti, misurate anche quelle e segnatele.
  5. Caldaie e Radiatori? Idem!
  6. Scarico dell’acqua? … Importantissimo, segnatelo.
  7. Fuoriuscita del gas? Anche.
segnare-misure-su-pianta-casa-esistente
Planimetria con misure segnate a mano

❗️❗️Attenzione! Possono esserci dei fuori squadra. Lasciateli perdere, ci penserà il progettista a prenderseli quando sarà il momento opportuno!

✏️ Prestate attenzione e segnate dove si trova lo scarico del lavello, è importantissimo e poi vediamo il perché, ma soprattutto nelle planimetrie non è indicato. Quindi fatelo voi!

L’importanza dell’impianto elettrico ed idraulico

Come dicevamo prima un’altra cosa da tenere ben presente sono gli impianti sia elettrico che idraulico.

Una domanda che vi verrà fatta sarà: se sono già posizionati, se è possibile spostarli oppure se sono ancora da fare. Nel caso non sia possibile intervenire è necessario attenersi a questi per sviluppare il progetto, quindi segnateli e riportateli sul vostro “foglio delle misure”.

Se poi avete la possibilità di giocare “la carta bianca” e gli impianti sono da realizzare o avete la possibilità di spostarli in fase di ristrutturazione, comunicatecelo perché avremo la possibilità di realizzare il progetto della vostra cucina senza vincoli e con più libertà.

Con queste poche e semplici regole sarete perfettamente in grado di richiedere un preventivo ed un progetto per la vostra cucina.

Queste sono solo le fasi iniziali di un progetto che verrà poi disegnato e pensato rispettando le vostre necessità, le vostre priorità e il vostro modo di interpretare la cucina.

In conclusione:

  1. Segnate le pareti e le loro misure.
  2. Disegnate e misurate sulla pianta eventuali vincoli come porte, finestre, pilastri, radiatori ecc.
  3. Appuntatevi dove si trovano lo scarico dell’acqua e la fuoriuscita del gas

Fino a questo punto avete fatto un ottimo lavoro, adesso è il nostro turno.

Alla prossima, Nora e Silvana

Se vuoi sapere cosa sono la funzionalità e l’ergonomia in cucina e perché se ne parla tanto, come deve essere progettata la zona del lavello perché sia funzionale oppure vuoi qualche dritta prima di acquistare la tua cucina ti consiglio di leggere i nostri articoli.